iPhone IP68 non vuol dire impermeabile: perché in acqua serve una custodia

Il lettore Hagar, membro dello Spider-Mac Apple User Group (comunità online di utenti Mac ufficialmente riconosciuta da Apple), fa una domanda che può interessare chi ha un iPhone e pratica sport acquatici:
“Il mio iPhone 17 Pro ha bisogno di una custodia impermeabile quando partecipo a delle regate in barca a vela?”
Da anni quasi tutti gli iPhone vengono collaudati, da nuovi, secondo lo standard IP68 della norma IEC 60529: devono reggere l’immersione fino a 6 metri per 30 minuti. Basta e avanza anche per gli sport acquatici più impegnativi, ed è lo stesso livello delle migliori custodie stagne. Apple, però, parla di iPhone “resistenti a schizzi, acqua e polvere” e non di impermeabili, perché le guarnizioni col tempo cedono e dopo un intervento di assistenza perdono efficacia. Alcuni esemplari sopravvivono a lunghe immersioni, altri vengono distrutti dalle infiltrazioni.
Se si frequentano ambienti bagnati, vale la pena investire in una buona custodia IP68, non IPX8, che protegge meno dalla polvere. Deve difendere anche da urti e cadute in acqua: serve un cordino robusto da fissare al corpo, così il telefono non finisce in mare, a meno che non ci si finisca insieme. Con la custodia diventa indispensabile un caricatore wireless MagSafe o Qi2 compatibile, come per la serie OtterBox Fré (da 85 €). Toglierla per ricaricare espone la porta USB-C all’acqua, e il sensore di umidità bloccherebbe la ricarica finché non è asciutta, anche per un giorno o più.


1 commenti
Costicchia un po’ la custodia… ma riprare l’iPhone costerbbe molto di più. Grazie mille.