Apple e emissioni: i circuiti stampati frenano la filiera

Gli sforzi di Apple per ridurre le emissioni lungo la catena di fornitura incontrano una difficoltà persistente tra i produttori di circuiti stampati, dove la crescente richiesta di componenti più sofisticati fa salire i consumi di energia. Lo riferisce DigiTimes.
Secondo il quotidiano taiwanese, le richieste di Apple e Google stanno spingendo i fornitori a pubblicare rapporti di sostenibilità, acquistare più elettricità da fonti rinnovabili e collaborare con i propri subfornitori per ridurre le emissioni. Allo stesso tempo, la domanda di schede più complesse, destinate all’intelligenza artificiale e al calcolo ad alte prestazioni, aumenta l’energia e l’acqua necessarie alla produzione.
La questione mette alla prova l’obbligo imposto da Apple ai fornitori diretti di produzione: utilizzare elettricità interamente rinnovabile per le lavorazioni destinate a Cupertino prima del 2030. L’energia acquistata pesa infatti per quasi il 60% sulle emissioni del settore dei circuiti stampati, stando a un’analisi citata da DigiTimes.
Non va meglio sul fronte dei materiali. Le alternative a minore impatto di carbonio non soddisfano ancora tutti i requisiti prestazionali delle schede più avanzate e richiedono lunghe campagne di test prima di una diffusione su larga scala.

