iPhone Duo: unboxing e prime impressioni dopo due ore di utilizzo

Apple è ufficialmente entrata nel mercato dei telefoni pieghevoli con iPhone Duo, un dispositivo grande quanto un passaporto e dal design decisamente curato. Tutti si aspettavano il nome Ultra, ma evidentemente Cupertino conserva il superlativo per un’altra occasione. Per molti versi il Duo rispecchia le attese, con uno schermo esterno da 5,4 pollici e uno interno da 7,6 pollici una volta aperto. Dimensioni, forma e caratteristiche non sono lontane da quelle di Samsung Galaxy Z Fold8, ma le differenze non mancano.

Chiuso e in mano, il Duo non somiglia a nessun iPhone visto finora. Apple ha persino rivisto iOS per adattarlo a schermi dalle proporzioni insolite, spostando Dock e comandi sul lato destro. Avere Dock e comandi raggruppati su un solo lato dovrebbe renderli più comodi da raggiungere con il pollice. La riorganizzazione potrebbe spiazzare qualcuno, ma sul dispositivo risulta piuttosto intuitiva, mentre il Centro di Controllo funziona come sugli altri iPhone.
Il display esterno è luminoso e nitido e ospita una fotocamera Center Stage che, nonostante il nome, non si trova al centro dello schermo. La forma richiede un po’ di abitudine, ma i bordi cromati e curvi e i quattro angoli arrotondati che compaiono aprendolo lo rendono comodo da impugnare. Non sono riuscio ad aprirlo e chiuderlo con una mano , con due nessun problema ovviamente, e la cerniera trasmette solidità e permette diverse inclinazioni. Sorprende che un pieghevole offra anche la resistenza IP68 a polvere e acqua.

Il pannello interno è stupefacente. Apple ha sovrapposto più fogli di polimero personalizzato, un pannello OLED, un paio di strati di vetro e un retro in titanio, il tutto tenuto insieme da un adesivo flessibile che consente agli strati di scorrere l’uno sull’altro. La parte della scocca che ospita la cerniera è ingegnerizzata splendidamente e si muove con estrema fluidità.
Resta la domanda che tutti si pongono: la piega si vede? Per piegarsi senza rompere gli strati, vetro sottile compreso, uno schermo del genere conserva sempre un minimo di curvatura da aperto, e anche sul Galaxy Z Fold8 Ultra il solco è percepibile con certe luci. Sul Duo si avverte più col tatto che con la vista. Il merito è del rivestimento nanotexture del display principale, che disperde la luce proprio dove la piega sarebbe visibile e regala una finitura opaca mai vista su un pieghevole, e che a me è piaciuta. Il pannello interno nasconde anche una nuova fotocamera FaceTime che sparisce quando non la si usa.

Nell’uso, Apple ha curato con attenzione il passaggio dal display esterno a quello interno. Provando con un gioco e con Netflix, aprendo l’app sullo schermo esterno e spalancando lentamente il Duo, il passaggio è fluido e preciso e potrebbe convincere anche chi si chiede perché comprare un pieghevole. Nella breve prova ho giocato a un titolo di livello console grazie al nuovo chip A20 Pro a 2 nanometri e scattato con tutte le fotocamere, compresa la principale da 48 MP e l’ultra grandangolare da 48 MP con zoom ottico 2x. Lo zoom delude un po’, ma con soli 5,2 mm di spessore da aperto, meno di iPhone Air, difficilmente c’era spazio per un teleobiettivo più lungo. Diverse impostazioni permettono di gestire schermo esterno e fotocamere, per esempio usando il display esterno come mirino della fotocamera migliore per selfie di alto livello. Mi è piaciuta anche la possibilità di usare il Duo come orologio da scrivania, anche se non è stato ovvio come attivare StandBy senza agganciarlo a un supporto o metterlo in stop.
Lo schermo principale è abbastanza grande per il multitasking. Con Split View ho alternato Foto e Messaggi: si trascina un’app in un dock laterale e si apre su un lato del display. Aperte entrambe, ho trascinato una foto dentro un messaggio, e l’operazione è stata fluida e semplice.

Il Duo sarà il primo iPhone compatibile con Apple Pencil USB-C, ed è un fatto rilevante. Quando Samsung ha rinunciato al digitalizzatore per S Pen sulla serie Galaxy Z Fold le proteste sono state molte, e mentre l’azienda coreana studia la prossima generazione di pennini, Apple ne approfitta. Purtroppo non ho potuto provarla, perché il supporto per la “matita” arriverà solo con iOS 27.2, che con tutta probabilità sarà disponibile per tutti già lunedì prossimo. Completano il quadro la ricarica MagSafe e due batterie, una per ogni metà del corpo, che promettono un’autonomia per tutta la giornata.
Il rovescio della medaglia è il prezzo: è l’iPhone più costoso di sempre, da 2.369 € per il modello da 256 GB, 880 € in più rispetto al punto di partenza di iPhone 18 Pro. Apple ricorda che con la permuta il Duo diventa più accessibile, con valutazioni fino a 1.020 € per un iPhone 17 Pro Max e 500 per un iPhone Air, a seconda delle condizioni.
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Apple ha fatto i compiti: cerniera raffinata, IP68, passaggio fluido tra i due schermi, multitasking convincente e un trattamento nanotexture che affronta il problema più discusso dei pieghevoli. L’arrivo della Pencil USB-C è la mossa più interessante. Restano da verificare la durata nel tempo della piega e del rivestimento opaco, e il prezzo è un ostacolo serio anche con la permuta. Lo zoom ottico 2x, giustificato dallo spessore, è un limite per un telefono che si propone come il più ambizioso della gamma.


8 commenti
La Pencil USB-C sul Duo è la mossa migliore di Apple da anni.
“Cupertino conserva il superlativo per un’altra occasione”. Traduzione: tra due anni esce il Duo Ultra Max Pro Plus e noi ricompriamo tutto.
Bellissimo, ma lo zoom 2x mi lascia perplesso. Spendere più di duemila euro e ritrovarsi con un teleobiettivo del genere mi pare un compromesso poco apple.
Affascinante ed interessante, ma non nelle mie corde. Sarà l’età o l’abitudine ma preferisco un iPhone normale e un buon iPad, magari il mini se l’estrema portabilità fosse un problema. Credo che alla fine potrei anche risparmiare qualcosa. Sicuramente per un executive che deve muoversi velocemente prendere appunti, pianificare, gestire numeri importanti di mail, usare fogli di calcolo ed altri strumenti di produttività la scelta sicuramente è vincente.
La mancata simmetria quando il dispositivo è chiuso è una delle robe più brutte e fastidiose che abbia mai visto. Poco da Apple. Il Fold 8 di Samsung è molto più bello esteticamente. Non mi convince neanche la disposizione di certi tasti.
Per il resto, fino a quando questi device non dimostreranno di essere veramente utili a qualcosa, hanno per me poco senso. Questo al di là delle cifre che possano costare. È una considerazione che vale per tutti i produttori
Se fosse simmetrico come il Fold 8, avresti lo stesso problema: da chiuso non sapresti il lato da aprire e se lo stai aprendo sotto sopra.
se lo compri è per tenerlo aperto… inoltre forma da chiuso aiuta a rimetterlo in tasca velocemente. A me non interessa come prodotto, ma a chi serve…
A livello di design, micromeccanica e tecnologie applicate sul display credo che (finalmente) sia un prodotto APPLE, ma quella vera, non quella delle genezioni z-alfa ma anche di quella dello zoccolo duro che si è formato spostando mouse e (meno) battendo sulle tastiere negli anni ’80 e ’90. L’effetto mi ricorda quello di un nuovo Mac da salto generazionale, come il MAC II (68020+68881), nato come un gigante che schiaccia in mezzo ai bambini, tra i pc della “command line ” generation. Come spesso succede e come succedeva anche negli anni ’80 e ’90 anche il prezzo è sopra le linee. Ma rispetto a 39 anni fa il mio potere di acquisto è un poco migliorato, e mi sa che avvierò a questa nuova avventura.