Spotify controlla chi vive davvero insieme: scansione del telefono del gestore

Interpellato su quella che molti hanno già ribattezzato «stretta», come riporta TechCrunch, Norström ha preferito ridimensionare la questione, parlando di un semplice «miglioramento di routine». Il piano Famiglia, ha ricordato, esiste da quasi tredici anni e rappresenta una quota rilevante della base di abbonati: per questo l’azienda ritiene necessario aggiornare nel tempo i sistemi di controllo.
Il manager ha ammesso che, col passare del tempo, qualcuno trova il modo di aggirare le verifiche, e che in quel caso Spotify interviene per correggere il tiro. Si tratta, ha sottolineato, di un’attività senza data di scadenza e che non è destinata a concludersi: un lavoro continuo, appunto di routine.
🕸️ La Ragnatela di Spotify, ovvero di Spider-Mac 🕸️
Che si chiami stretta o routine, il risultato per chi condivide l’abbonamento con amici e parenti lontani non cambia. Spotify, come già Netflix prima di lei, ha scoperto che i conti tornano meglio quando i piani famiglia sono davvero famiglie. La scelta è legittima, ma la comunicazione lascia perplessi: rifiutare l’etichetta di «stretta» mentre si introduce la scansione del telefono del gestore suona più come un esercizio di stile che come una spiegazione. Colpisce soprattutto l’insistenza sul fatto che il processo non finirà mai, una frase che agli utenti suonerà come un invito a rassegnarsi a controlli sempre più frequenti. Un po’ di franchezza in più sarebbe stata apprezzata.

