Apple ha minacciato di rimuovere Grok dall’App Store dopo lo scandalo dei deepfake sessuali. Emergono ora i retroscena e le pressioni esercitate su X per migliorare la moderazione.
Ashley St. Clair ha citato in giudizio xAI a New York sostenendo che Grok l’abbia spogliata virtualmente senza consenso, accusando l’azienda di aver creato un prodotto pericoloso e una pubblica molestia, mentre xAI risponde con una controcausa in Texas.
Dopo l’esplosione dei deepfake sessuali non consensuali su X, la piattaforma annuncia nuove restrizioni su Grok, ma i test dimostrano che generare immagini rivelatrici resta ancora possibile, mentre nel Regno Unito scattano indagini e nuove leggi penali.
Un editoriale al vetriolo di Elizabeth Lopatto su The Verge accusa Apple e Google di codardia per non aver rimosso X e Grok dagli store nonostante l’uso dell’IA per creare deepfake sessuali su donne e minori, mettendo a nudo le contraddizioni del potere delle Big Tech.
Tre senatori statunitensi hanno inviato una lettera aperta ai CEO di Apple e Google chiedendo la rimozione immediata delle app X e Grok dagli store, accusate di generare massivamente immagini sessualizzate non consensuali di donne e bambini, citando precedenti di rimozioni rapide di app sotto pressione governativa.