Google Now per iOS: come funziona e differenze con Siri

Il servizio Google Now, disponibile da un po’ di tempo sui dispositivi Android, adesso si può utilizzare anche su iPhone e iPad grazie ad un aggiornamento dell’app Ricerca Google che giunge così alla versione 3.0. Effettuato l’update, lanciando l’app appare un tutorial che spiega come funziona Google Now.
Per poter sfruttare appieno il nuovo servizio è necessario effettuare il login del proprio account Google, quindi strisciando il dito verso l’alto si accede ad una serie di schede.
Ogni scheda è un widget che offre varie tipologie di informazioni, dal meteo ai risultati sportivi, alle informazioni sul traffico per l’ufficio o per tornare a casa. Non si tratta di una novità assoluta, Siri di iOS e anche Dashboard di OS X offrono già questo tipo di notizie, ciò che rende Google Now interessante è che cerca di capire quando le informazioni devono apparire. Ad esempio, conoscendo la squadra del cuore (per via delle ricerche effettuate in precedenza) può apparire una schermata con il punteggio o quando giocherà la prossima volta, e quando si viaggia in un Paese straniero, è in grado di fornire il cambio della valuta locale e la traduzione della lingua.

Google Now utilizza una serie di dati per capire quali sono le informazioni più pertinenti in qualsiasi momento. Ovviamente, vengono utilizzati prevalentemente i servizi di localizzazione per determinare la posizione corrente e visualizzare così notizie su servizi commerciali nelle proprie vicinanze (come ristoranti, bar, cinema e teatri), e altre informazioni ricavate dalle e-mail del proprio account Gmail – eventi, stato di un volo, e così via), se si permette a Google Now di accedervi.
Se si attiva la funzione di Cronologia posizione (Impostazioni/Privacy/Posizione), Google Now può anche dedurre informazioni utili in base alle vostre ricerche su Google, anche se non state effettuate sullo stesso dispositivo. Ad esempio, dal mio iMac ho effettuata una ricerca per sapere il percorso da casa ad un’altra posizione, riaprendo Google Now, è apparsa una scheda con le indicazioni del traffico attuale e quanto tempo ci sarebbe voluto per arrivarci.
Le varie schede offrono alcune opzioni di personalizzazione, si può disabilitarle completamente oppure ottenere informazioni aggiuntive. Ad esempio, oltre alla squadra del cuore è possibile aggiungerne altre, magari quelle che sono in diretta concorrenza oppure specificare l’andamento di quali titoli azionari seguire. Per alcune schede, non è chiaro esattamente come Google Now ottiene le informazioni.
Anche se l’app è limitata su come interagisce con iOS a causa delle line guida di Apple sulle applicazioni in esecuzione in background, se utilizzate i vari servizi di Google, probabile troverete Google Now particolarmente utile. Tuttavia, senza le notifiche push, il nuovo servizio risulta abbastanza inutile.
Google Now è chiaramente la risposta di Mountain View a Siri
di iOS: entrambi mirano a creare un assistente intelligente in grado di offrire notizie utili, ma mentre Siri fornisce le informazioni quando richiesto, Google Now cerca di capire di quali informazioni si ha bisogno senza neppure doverle cercare. Anche se ci può essere spazio per entrambi, è chiaro che questo è il prossimo campo di battaglia per gli assistenti digitali personali.


12 commenti
In effetti, senza notifiche push non serve a molto…
Questa app fa veramente paura dal punto di vista della privacy… forse è meglio non utilizzarla per non intrecciare troppe informazioni che poi rimango sui server Google.
Concordo appieno….lontano dal mio iPhone…se ho bisogno di qualche cosa lo cerco
Giusto, w la privacy. Quindi non usate nemmeno siri visto che apple conserva le vostre ricerche per 2 anni giusto? Cmq google now su ios ha poco senso visto che non è integrato nel sistema operativo, su android è un prodotto diverso, diverso anche da siri, io non li metterei sullo stesso piano.
Pienamente d’accordo con Alessandro! A chi vien da ridere, ridano pure.
Siri e’ una delle cose più inutili che io abbia mai visto. Anzi, forse è servita solo ad Apple per vendere qualche iffon in più. Chi teme per per la sua privacy per questa app solo perché è di Google mi fa ridere…
Non parlare di cose che non conosci. Siri, se ti degni di usarlo oltre le domande come “quanti anni hai/mi vuoi sposare”, è utilissimo. Ma tu probabilmente, da come scrivi, sei il solito androidiano.
Esatto
Il problema di google now non credo si la privacy, visto che tutto avviene solo se accedi al tuo account, piuttosto nelle prestazioni del telefono. Ho notato (almeno su ios) che tiene sempre attiva la localizzazione, 24h al giorno, con un consumo della batteria esagerato.
Uso Google Now su Android e lo trovo molto comodo, ha sempre qualche informazione da darmi. La ricerca vocale di google è anni luce avanti a Siri, questo è innegabile se avete usato entrambe le applicazioni. Purtroppo su iPad non ha molto senso perché mancano le notifiche push e per la mancanza di integrazione col sistema operativo. Dover aprire ogni volta l’app è scomodo e passa la voglia di utilizzarlo.
Se Siri è inutile, Google Now prova a dare una parvenza di utilità. Insomma, il risultato della mia squadra lo scopro da me, ho già le app per verificare risultati e punteggi del campionato. Le cose più utili, a mio avviso, sono i tragitti (se si cercano da un computer automaticamente ce l’ho sul telefono, e mi piace che quando sono in posti lontani da casa mi dica quanto tempo impiego a rientrare in base al traffico e quali ristoranti o attrazioni ho intorno a me.
A svantaggio di google è il fatto che rimane sempre attiva la localizzazione con conseguente drastica riduzione della batteria
Guarda, per un periodo ho disattivato Google Now per vedere se la batteria avrebbe avuto qualche miglioramento. Cambia veramente di poco, non è così pesante per il consumo. Poi io ho disattivato la cronologia delle posizioni, quindi si collega evidentemente di meno e salvo un minimo la mia privacy