Sicurezza e privacy: Android espone gli utenti a rischi maggiori rispetto a iOS

Su App Store e Google Play sono sempre più popolari le app e giochi che si possono scaricare gratuitamente perché mostrano ogni tanto un annuncio pubblicitario.
Ma, se utilizzate un dispositivo Andorid la vostra sicurezza e privacy sono a rischio, mentre possono dormire sonno tranquilli gli utenti di iPhone e iPad, almeno questo è il dato che emerge da una interessante indagine svolta da Zscaler, azienda californiana specializzata in sicurezza, antivius e gestione delle vulnerabilità.
“La cosa che io non credo che la gente si rende conto [è] che il cliente di queste applicazioni gratuite non è l’utente, sono gli inserzionisti”, ha spiegato Michael Sutton, vice-presidente Zscaler.
Gli sviluppatori quando progettano le loro app e giochi gratuiti pensando soprattutto a ciò che gli inserzionisti desiderano, cioè ad un sistema per monitorare l’attività dell’utente. Ed è qui che giocano un ruolo fondamentale le autorizzazioni che si possono concedere alle app. La maggior parte delle persone non legge l’elenco delle condizioni d’utilizzo prima di accettare di installare l’applicazione, e nessuno si lamenta se l’app chiede troppo.
Ci sono casi in cui gli sviluppatori richiedono autorizzazioni indipendentemente dal fatto che effettivamente ne hanno bisogno, e non vi è nessun disincentivo per loro, soprattutto dal lato Android, ha precisato Sutton.
Gli esperti di sicurezza Zscaler hanno analizzato 550 app per iOS e 75.000 per Android per capire come i due sistemi operativi mobili affrontano la delicata questione della privacy e sicurezza. In particolare, sono state analizzate le richieste di accesso a specifici livelli del sistema operativo.
In questo modo è emerso che il 60% della app per iOS della sezione “Giochi” e “Intrattenimento” chiedono il permesso per accedere a funzioni di telefonia e di geo-localizzazione. Il numero è più alto per le app che appartengono alla categoria “Mode e tendenze” con l’81%. Complessivamente, il 34% delle app iOS analizzate ha chiesto il permesso per accedere alla rubrica, l’83% alla posta elettronica, e il 46% al Calendario.

Sul lato Android, il 68% delle app che chiedono i permessi per accedere agli SMS lo fanno per inviare messaggi. Questo è qualcosa di cui preoccuparsi, considerando la popolarità delle frodi via SMS e anche delle tecniche-spam che inducono l’utente a inviare SMS a costosissimi numeri premium. Un altro 28% delle applicazioni che richiedono autorizzazioni SMS lo fanno per leggere gli SMS. E questo è anche un altro ambito di forte preoccupazione se si considera il numero di siti bancari e altri servizi che inviano i codici via SMS per la verifica in due passaggi o per confermare transazioni specifiche. “Questo è un permesso molto rischioso da concedere ad un app”, ha detto Sutton, evidenziando che Apple ha perfino proibito agli sviluppatori di chiedere una autorizzazione così pericolosa.
Tra le applicazioni Android analizzate, Zscaler ha trovato che il 36% ha richiesto informazioni sulla posizione e il 46% per accedere alle informazioni sullo stato del telefono, che consente alle applicazioni di accedere alla scheda SIM e al codice identificativo univoco IMEI.
Il problema più grande, secondo Sutton, è che Android non permette di installare le app se non vengono concesse tutte le autorizzazioni richieste, a differenza della app per iOS, che prima si installano, e poi è possibile autorizzare o meno l’accesso ai dati anche singolarmente, ad esempio alla rubrica indirizzi ma non alla fotocamera.
“Questa è una cosa che Apple fa meglio”, ha detto Sutton, tutelando in modo migliore la sicurezza e la privacy dei consumatori.
Apple si è anche impegnata per impedire agli sviluppatori di geolocalizzare gli utenti vietando l’uso dell’UDID o di tenere traccia degli indirizzi MAC, due strumenti che consentirebbero agli inserzionisti il tracciamento degli utenti attraverso le applicazioni, mentre “Google non ha fatto nulla in quest’ambito”, ha concluso Sutton.


1 commenti
Sappiamo tutti che in fatto di sicurezza il mondo android ha certe carenze, eviterei di darne sempre notizia é come buttare benzina sul fuoco…ahahah