Governo USA: rifiuto Apple di sbloccare iPhone terrorista è una scelta di marketing

In base alla legislazione americana, Apple ha tempo fino a venerdì prossimo per ricorre in appello contro la decisione di un Giudice Federale che ha ordinato di sbloccare l’iPhone 5c di uno dei terroristi della strage di San Bernardino, ma il Dipartimento della Giustizia U.S.A ha deciso di inoltrare una nuova richiesta per costringere immediatamente Cupertino a trovare un sistema per accedere ai dati contenuti nello smartphone in questione.
“Apple sembra opporre le sue obiezioni sulla base della combinazione di un percepito impatto negativo sul modello di business, sulla reputazione e sulla strategia di marketing”, si legge nel documento del Dipartimento della Giustizia americano.
Nei giorni scorsi, Tim Cook, CEO di Apple, ha pubblicato una lettera aperta per evidenziare come la richiesta di sbloccare l’iPhone del terrorista può rappresentare un “pericoloso precedente”, sottolineando inoltre che la pretesa del Governo U.S.A. si basa su una Legge che risale al Settecento. Secondo Apple, trovare un sistema per sbloccare l’iPhone del terrorista espone tutti i consumatori al pericolo di abusi o crimini perché non c’è modo di garantire che il sistema per violare gli iPhone non cada nelle mani sbagliate.


1 commenti
stranissimo che l’FBI non l’abbia chiesto alla potentissima NSA che probabilmente avrebbe idea di come fare.
L’FBI vorrebbe che Apple creasse una backdoor nei prossimi sistemi operativi, in modo di poter entrare negli smartphone di chi vogliono loro.
Peccato che la backdoor poi andrebbe presto nelle mani di organizzazioni criminali, governi canaglia, con buona pace della sicurezza dei dati di tutti i possessori; non sto parlando dei messaggi dei bimbiminkia, ma di segreti industriali, nazionali, politici, militari, degli attivisti, dei legali, magistrati, ecc ecc. Tutte persone che per comunicare usano uno smartphone.
Farebbe troppo comodo non solo all’FBI, che sta usando ad arte questo caso come leva mediatica.
Qusndo il gioco si fa sporco l’FBI comincia a giocare