Tutti chiedono ad Apple di sbloccare degli iPhone che aziende terze sono in grado di sbloccare grazie a dispositivi che vengono venduti alle Polizie di tutto il mondo.
Un particolare che fino adesso non era emerso è che i telefoni in questione sono un iPhone 5 e un iPhone 7, e che quindi possono essere facilmente sbloccati con le “scatole” prodotte da Grayshift e Cellebrite.
Si tratta di due iPhone appartenuti al militare saudita Mohammed Saeed Alshamrani, l’autore della strage presso la Naval Air Station di Pensacola in Florida, in cui hanno perso la vita tre persone.
I federali non hanno rivelato l’identità della persona che è riuscita a fornire il sistema per accedere ai dati contenuti sull’iPhone in questione, e neppure il metodo utilizzato.
Una terza parte ha dimostrato all'FBI un possibile metodo per sbloccare l'iPhone 5c di Syed Farook, uno dei due terroristi uccisi dopo la strage di San Bernardino.
Il datore di lavoro di uno dei due terroristi di San Bernardino ha fatto sapere che su richiesta esplicita dell’F.B.I ha modificato l’account iCloud collegato all’iPhone 5c in possesso di uno degli autori della strage.
Il Dipartimento della Giustizia U.S.A ha deciso di inoltrare una nuova richiesta per costringere immediatamente Cupertino a trovare un sistema per accedere ai dati contenuti nello smartphone del terrorista della strage di San Bernardino.
Dopo al lettera aperta del numero uno di Cupertino, Tim Cook, è un altro “numero uno” ad intervenire sulla delicata situazione: Barack Obama, per il tramite di Josh Earnest, portavoce ufficiale della Casa Bianca.