L’F.B.I ha sbloccato l’iPhone del terrorista senza l’aiuto di Apple

L’F.B.I. ha fatto sapere che grazie alla consulenza di una terza parte, è riuscita a sbloccare l’iPhone 5c di Syed Farook, uno dei due terroristi uccisi dopo la strage di San Bernardino, e che quindi non ha più bisogno dell’aiuto di Apple.
I federali non hanno rivelato l’identità della persona che ha fornito il sistema per accedere ai dati contenuti sull’iPhone in questione, e neppure il metodo utilizzato, ha spiegato Eileen Decker, procuratore federale della California centrale, che di conseguenza ha chiesto alla Corte federale di annullare l’ingiunzione che avrebbe costretto Cupertino a collaborare con l’F.B.I.
Si conclude così nel migliore dei modi per Apple l’intricata vicenda dell’iPhone 5c del terrorista, almeno dal punto di vista legale, un po’ meno per quanto riguarda il ritorno d’immagine perché alla fine iOS non è così impenetrabile.
Tuttavia, la vicenda potrebbe non essere ancora del tutto conclusa perché Apple aveva dichiarato che se l’F.B.I. fosse riuscita a sbloccare l’iPhone, avrebbe chiesto di conoscere il metodo utilizzato, ma Esha Bhandari, avvocato della American Civil Liberties Union (ACLU), ritiene che i federali potrebbero rifiutarsi di fornire queste informazioni secretandole.


8 Comments
mi sorgono spontanee delle domande: perché l’FBI pubblicizza la cosa dello sblocco? Avrebbe dovuto sin dall’inizio usare cautela e discrezione e invece…a che pro? Se è vero che sono riusciti ad estrapolare dati, in base al metodo utilizzato quanto posso essere validi questi dati davanti ad una Corte?
Non è che l’FBI “pubblicizza” di aver sbloccato l’iPhone del terrorista.
Dopo la strage avvenuta a dicembre, ha chiesto ad Apple di aiutarla ad accedere ai dati, e quando i sistemi proposti da Cupertino si sono rivelati non più percorribili, come forzare il backup iCloud su una rete Wi-Fi, allora l’F.B.I. ha preteso una backdoor (o sistema per lo sblocco). Messa alle strette, Apple ha pubblicato l’oramai famosa lettera aperta di Tim Cook per sensibilizzare l’opinione pbblica sulla questione. Mentre Apple e FBI litigavano, a marzo è arrivato “il terzo” che ha trovato un sistema per sbloccare l’iPhone, quindi non aveva più senso per l’FBI imporre ad Apple di aiutarla ad accedere ai dati del telefono, e annullando l’udienza in Tribunale la cosa si è saputa.
I dati contenuti sull’iPhone non servono come prova per incriminare il terrorista perché è morto, ma possono essere utili per scoprire altri attentati in preparazione o altri terroristi.
Grazie della precisazione Stefano, resta comunque il fatto che tutto questo polverone ridicolizza l’FBI e credo che le cose avrebbero potuto/dovuto farle con più riserbo, entrambi gli attori.
dici? a mio avviso quella che ha fatto la figura barbina è Apple. E’ la mia opinione, neh
Il paradosso è che ora come ora nemmeno si sa che l’iphone sia stato veramente sbloccato.
FBI ad esempio può aver scelto questa strada per uscirne “vincitrice” magari ritenendo che alla fine il contenuto non valesse gli sforzi.
Lo dico perchè ovviamente non essendoci di mezzo, quantomeno per ora, un giudizio ma solo un’indagine questa può tranquillamente essere tenuta riservata.
Ma anche in caso di un processo c’è chi sostiene che queste prove potrebbero non essere considerate attendibili dato il procedimento utilizzato quindi potrebbe essere che l’FBI non le porti mai come prova anche confermando così facendo lo sblocco.
Ovviamente per Apple non rimane che accettare la “sconfitta”, sia che sia vero sia che sia falso non può contestare nulla nè tantomeno pretendere che l’fbi riveli l’eventuale metodo di sblocco.
Ripeto, alla fine FBI vs Apple 1-0 anche se ai calci di rigore.
Quasi sicuramente sbloccato utilizzando la tecnica del mirroring. Se poi ci sono di mezzo società israeliane c’è da scommetterci un “copeco”.
Potrebbe essere solo una ripicca. FBI dichiara di averlo sbloccato solo per mettere in dubbio la sicurezza di iPhone per creare danno di immaginiead Apple. Vi stupireste?
Non avrebbe senso, semplicemente.
Stiamo parlando della sezione antiterrorismo dell’ FBI e di Apple, non di due bambini dell’asilo.