Moof! Risposta e contro domanda inaspetatte

Al pub con gli amici, si scatena improvvisamente l’ennesima discussione-guerra-di-religione iPhone contro Android.
Alla fine tutti gli amici androidaini con un Samsung in tasca hanno convenuto sul fatto che gli aggiornamenti arrivano con estrema lentezza, così come gli update di sicurezza.
Pensando di chiudere la discussione convincendoli che l’iPhone è meglio, ho formulato la seguente domanda:
“Preferite mettere a rischio i vostri dati personali sullo smartphone in cambio di una maggiore personalizzazione?”
“Si”, è stata la risposta unanime che non mi aspettavo.
Mentre stavo pensando ad un aggettivo adeguato per commentare la risposta è arrivata una contro domanda altrettanto inaspettata:
“Quante persone conosci che hanno avuto uno smartphone Android infettato da un virus o hanno subito un furto d’identità?”
Avrei voluto rispondere che non conosco nessuno che ha avuto un incidente stradale, ma non per questo evito di allacciarmi le cinture di sicurezza in auto, ma ho preferito ordinare un’altra birra.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


7 commenti
La discussione su argomenti come la sicurezza in ambiti accademici è già un argomento di complicato approccio, figuriamoci dopo qualche birra. In giro la maggior parte delle persone ritiene la password di sblocco più un fastidio che altro e se proprio ne deve mettere una si limita al sempre in voga 1234 oppure la data di nascita. Non c’è cultura sulla sicurezza, si sottovaluta il problema che difatti, se affrontato in contesti tradizionali (tra amici o colleghi di lavoro) si conclude quasi sempre con quella che ritengo la frase più idiota di questo secolo “io non ho nulla da nascondere, quindi non mi preoccupo”. Generazioni di bimbiminkia, legioni di fancazzisti, eserciti di fanboy… è una battaglia persa le cui conseguenze, ahimè, le paghiamo tutti.
Per me oltre a mettere a rischio i dati, li si regala alle multinazionali per la pubblicità mirata. Sinceramente non mi piace essere schedato dalle multinazionali, e questa è una certezza con Android e Google, non un rischio.
Come se un virus si mostrasse col cartello!
Stefano anche io sono passato per la fase evangelizzazione mac negli anni ’90 e sono arrivato alla conclusione che se la gente vuole tenersi un sistema operativo con maggiore personalizzazione e che giri su hardware più economico al costo di minore efficienza… beh non li puoi convincere. Alla mia epoca era mac vs pc, oggi iOS vs android, ma le dinamiche sono le stesse.
Oggi come allora, Apple costa 3, 4 volte un dispositivo di altra marca.
Oggi come allora le specifiche hardware di Apple sono inferiori sulla carta ma il sistema gira meglio (a parte iPhone 7 che dimostra col suo processore di bruciare gli altri esattamente come i primi G3 bruciavano i pentium).
Oggi come allora ti ripetono la stessa frase: le stesse cose le faccio col mio dispositivo che costa un terzo.
Oggi come allora io uso un sistema che semplicemente funziona e non mi devo preoccupare delle sue necessità ma delle mie; altri preferiscono passare il tempo a smanettare sui parametri di configurazione…sono scelte.
Assolutamente e pienamente d’accordo.
Finita anche la mia opera di evangelizzazione.
Ognuno faccia quel che gli pare. Ci sono pro e contro, io, in effetti, trovo i prodotti apple perfetti per il mio lavoro e la mia vita. Certo, non inseguo l’ultima uscita, ma ne godo la qualità e l’estrema longevità.
Ciao Stefano, volevo farti notare che inaspettate non mi sembra scritto correttamente, resti tra noi
Io conosco persone che hanno pagato per farsi sbloccare il PC o il cellulare, uno il mio benzinaio sul computer con la sua contabilità. Ora ha un Mac e un iPhone, fine delle discussioni.
Comunque l’argomento sicurezza riguarda anche quella fisica, a Milano oggi c’è stata l’ennesima combustione di un cellulare in carica, attualità alla mano le probabilità dicono che avesse Android o che fosse un Samsung: link