La pubblicità di Google è ingannevole: stangata di €2,42 miliardi dalla UE

La Commissione Europea ha annunciato una multa miliardaria ai danni di Google pari a 2,42 miliardi di Euro, oltre il doppio di quanto previsto in un primo momento.
La Commissione Europea ha accertato che quando si effettua una ricerca-confronto di prezzi con Google, il servizio Google Shopping appare in cima, mentre quelli concorrenti vengono relegati più in basso o nelle pagine secondarie, questo perché nel 95% dei casi, un utente Internet sceglie tra le opzioni della prima pagina di una ricerca e “I risultati in cima alla pagina vengono cliccati il 35% delle volte”.
Il colosso di Mountain View ha quindi abusato della sua posizione dominante. Il servizio di confronto dei prezzi esiste attualmente in 13 Paesi della UE, dal 2011 anche in l’Italia. Google ha tempo 90 giorni per adeguarsi, altrimenti le verranno elevate altre multe.
Il vice presidente di Google, Kent Walker, nell’annunciare il prevedibile ricorso, ha commentato: “Con rispetto, non siamo d’accordo con le conclusioni annunciate oggi”.
Per contro, FairSearch, un gruppo di organizzazioni che si oppongono alla posizione dominante di Google nelle ricerche online, ha esultato: “Si tratta di un precedente importante che la Commissione potrà utilizzare immediatamente per imporre la libera concorrenza.”



3 commenti
“Con rispetto, non siamo d’accordo con le conclusioni annunciate oggi”
Con rispetto potevano anche motivare il perchè.
Non sono d’accordo con la commissione europea.
Google è un servizio privato che nessuno è obbligato ad usare e che, se ha una posizione dominante, è perché se la è conquistata.
Condannereste il lattaio che, chiedendogli un consiglio sul formaggio, vi suggerisce la caciotta che vende lui?
Le Leggi Europee non vietato la posizione dominante, ma il suo abuso, in questo caso Google sfrutta il proprio potere a danno dei consumatori impedendo ai concorrenti che adottano prezzi più bassi di apparire nelle ricerche-confronti dei prezzi nella prima pagina dei risultati, causando, conseguentemente, un danno ai consumatori.
È come se il lattaio impedisse agli altri lattai di bussare alla porta dei vari clienti.