iPhone X: violato per la seconda volta il Face ID, ma c’è una spiegazione

| 15 novembre 2017 | 12 commenti

No Face IDA poche ore di distanza dal controverso video dell’azienda vietnamita che sarebbe riuscita ad ingannare il Face ID dell’iPhone X con una maschera a buon mercato, in Rete fa scalpore un altro filmato in cui si vede un ragazzo di 13 anni riuscire a sbloccare l’iPhone X della mamma tramite il riconoscimento facciale.

Apple ha già spiegato che esiste una sola probabilità su un milione che un’altra persona al mondo riesca a sbloccare l’iPhone X con il Face ID. Ma non è questo il caso. Infatti, “La probabilità statistica è diversa per i gemelli e i fratelli che si somigliano, e con i bambini al di sotto dei 13 anni, perché le loro caratteristiche facciali potrebbero non essere completamente sviluppate. Se questo vi preoccupa, si consiglia di utilizzare un codice di accesso per l’autenticazione”, avverte Cupertino.

A questa spiegazione va aggiunto che il sistema di riconoscimento dell’iPhone X apprende con il tempo le eventuali modifiche dell’aspetto del proprietario, ad esempio se improvvisamente decide di radersi la folta barba o di tagliarsi i lunghi capelli che aveva al momento della configurazione del Face ID. In questi casi, potrebbe accadere che il Face ID non riconosca il volto del proprietario, ma sbloccando il telefono con il codice, il riconoscimento facciale acquisisce, impara, i dettagli che sono cambiati e quindi al successivo riconoscimento facciale sbloccherà il telefono.

Nel caso dell’ultimo video è probabile che nella fase iniziale di apprendimento del Face ID, il ragazzo abbia preso in mano in più occasioni l’iPhone X della mamma quando era bloccato. Il Face ID non avendo riconosciuto il volto del proprietario, non ha sbloccato il telefono, ma con il successivo inserimento del codice di sblocco ha acquisito i dati del volto del bambino che sono stati aggiunti a quelli della mamma, e la somiglianza tra i due ha fatto il resto.

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Argomento: iOS

Commenti (12)

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  1. Gianluca ha detto:

    Rimane comunque un caso significativo in cui il sistema non si è dimostrato efficiente…

    • Nicola ha detto:

      Veramente è colpa della mamma che doveva dare l’iPhone già sbloccato al figlio. In ogni caso credo che questo si possa far rientrare nel caso di 1 su 1 milione di sblocco accidentale: mamma e figlio uguali, il fligio 13enne che rientra nei casi a rischio e una cattiva gestione del telefono. Tutte circostante che si possono verificare 1 volta su 1 milione, appunto.

  2. Stetomb ha detto:

    Si hai ragione… doveva leggergli il pensiero!

  3. Mario ha detto:

    Personalmente continuo a dire che se uno non ha segreti industriali non è che chissà cosa rischia. In azienda molto famosa dove lavora un amico ingegnere, e lui ha segreti industriali suo suo iphone, è stato categoricamente vietato usare l’impronta digitale né “eventuali nuovi sistemi tra i quali il riconoscimento facciale” dai loro iphone aziedali. Inoltre hanno una precisa procedura di inserimento della password, addirittura posizionamento e copertura a cono della mano, e cambio password obbligatorio ogni 30 giorni. Questo per dire che la sicurezza vera è tutto un altro discorso e si gestisce con tecnologie più vecchie, ma forse più sicure. Quelle moderne intessano solo i nerd, e restano un problema dei nerd.

    • Claudio ha detto:

      Concordo.
      Tempo fa lessi un interessante articolo dove un esperto di sicurezza informatica affermava senza alcun dubbio che il sistema di sicurezza migliore resta una bella e solida password usata con criterio.

    • Marco ha detto:

      Ma qualcuno reputa il faceid più che una facility?

      • Ipnotik ha detto:

        Facciamo così: io ti do in mano il mio iPhone X se riesci ad eludere il FaceID nel tempo di un caffè te lo regalo.

        • Claudio ha detto:

          Facciamo così: io ti do in mano il mio MacBook Pro e se riesci a trovare la mia obsoleta password alfanumerica nel tempo di una pizza te lo regalo.

          In ben altro ambito, nessuno usa il riconoscimento facciale come barriera contro intrusioni indesiderate e ci sarà un motivo, sia che provenga da Apple, Samsung, o Alcatel che sia.

          Oltretutto, nel caso vengano per qualche motivo sbloccati da terzi entrambi i modi di accesso, in 2 secondi posso cambiare la password ma per il riconoscimento facciale come faccio?

          Bello, stiloso, molto figo con gli amici, ma la Sicurezza è un’altra cosa e si affida ad altri metodi.

          • Stefano Donadio ha detto:

            Nessuno utilizza il riconoscimento facciale perché prima che Apple realizzasse il Face ID, gli altri sistemi erano ridicoli perchè si sbloccavano con una foto.

            Nel 2018 tutti gli smartphone top di gamma offriranno un clone del Face ID, del resto dopo il lancio dell’iPhone X c’è stata un’impennata degli ordini delle fotocamere 3D e sensori per il riconoscimento facciale, gli stessi componenti utilizzati sull’iPhone X.

            • Claudio ha detto:

              Io non mi riferivo all’utenza consumer della telefonia, ma in ambiti dove la sicurezza è molto più importante (militare, industriale, ecc…).
              La scansione retinica come forma di identificazione veniva usata già negli anni ’80, per dire.
              Nonostante questo ancora oggi si utilizza una password per “validare” i riconoscimenti biometrici, proprio perchè una password non ha quella “tolleranza” che necessariamente il riconoscimento biometrico deve avere.
              La bibliografia in merito è molto interessante e stimolante.

  4. Pondopapy ha detto:

    ma che c’entra la somiglianza? I due si somigliano solo per un occhio umano mentre per il FaceId contano i 30.000 punti di verifica facciale e non si fa ingannare nemmeno da due gemelli che per un umano sembrano identici. Quello che non dovrebbe accadere è che il FaceId memorizzi un viso senza normale procedura ma per “supposizione” che l’aspetto sia cambiato, il tutto solo perchè lo sblocchi con la password

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