Apple rivede al ribasso le stime dei ricavi. Tonfo del titolo AAPL

| 3 gennaio 2019 | 5 commenti

AAPL 2 gennaio

Apple ha pubblicato una lettera destinata agli inventori per rettificare la guidance per il primo trimestre del suo anno fiscale 2019 (Q1 2019), che corrisponde all’ultimo trimestre del 2018.

Secondo Apple, le  stime per il fatturato del Q1 2019 inizialmente dovevano attestarsi tra $89 miliardi e $93 miliardi ($91,50 miliardi per gli esperti di Wall Street), ma Tim Cook ha ammesso che è stata sottovalutata la frenata dell’economia cinese che è stata “significativamente maggiore”, e così la nuova stima è di 84 miliardi di dollari di fatturato.

Il titolo Apple (AAPL) è stato sospeso per 20 minuti dopo la diffusione della notizia, e nell’after hours il calo è al momento del -7,54% con il valore di AAPL a $146 per azione.

Tim Cook, ha spiegato che i minori ricavi “sono al 100%” imputabili alle vendite di iPhone, iPad e Mac e la causa è la frenata dell’economia in Cina, e in parte anche di alcuni Paesi avanzati, dove le sostituzioni di modelli di iPhone sono state inferiori alle attese.

Nel corso di una intervista concessa alla CNBC, Cook ha spiegato che le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno messo sotto pressione l’economia di quest’ultima, e il dollaro forte salito al massimo negli ultimi mesi ha peggiorato le cose.  

Nonostante la frenata, Apple stima di finire il trimestre in ottima salute, con un margine lordo del 38% e una crescita grazie al fatturato dei Servizi e degli Apple Watch.

Tag: , , , , ,

Argomento: Notizie Apple

Commenti (5)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Massimo Ioannucci ha detto:

    cara Apple, io ti voglio tanto bene ma, quando ho acquistato il primo iPhone (3G) costava circa 600€ ed era un buon prezzo, l’altro anno il X l’ho pagato quasi 1400€! Il giochetto di alzare l’asticella dei prezzi ogni anno per quanto può durare? iOS è meglio sicuramente di Android solo che 300€ sono meglio di 1000€! Il mondo non è l’America che si può permettere di sparare a un iPhone per vedere che succede: vendere l’XR – modello entry level – a 900€ non è stata una mossa molto furba, idem per Mac mini e MacBook Air. La crisi USA-Cina ha influito sicuramente sull’attuale “crisi” di vendite ma se fossi in Cook qualche domanda sulla politica commerciale adottata ultimamente me la farei. Poi continuerò – finché me lo potrò permettere – ad acquistare Apple però se il trend è questo dovranno aspettare molto prima che io accenda un mutuo per acquistare un loro nuovo telefono…

    • LucaS ha detto:

      Devi considerare però che parliamo di fatturato non di pezzi.
      Ergo 300 sarà meglio di 1000 per l’utente ma per chi vende è meglio vendere 1 da 1000 che 3 da 300.

      Insomma per fare certi (altissimi) fatturati con prodotti di fascia medio-bassa occorre fare numeri talmente elevati che forse OGGI il mercato non può più reggere.

      • Carolus ha detto:

        La strategia di Apple è (era?) proprio questa. Vendere meno ma a prezzi più alti significa anche risparmiare sulle forniture (meno pezzi da acquistare e far assemblare) e sull’assistenza (meno acquisti per i ricambi).

  2. Barbarroja ha detto:

    Mac mini e MacBook air li terrei fuori da queste lamentele.

    • Carolus ha detto:

      Io metterei anche il Mac mini. Farlo costare un terzo di più non mi è sembrata una gran mossa. In cambio hanno inserito un disco ultraveloce (ma con 1/8 della capacità) e una cpu altrettanto più veloce ma equivalente in caratteristiche all’i5 in dotazione nella versione di quattro anni e le nuove Thunderbolt 3. A peggiorare le cose, hanno incrementato i prezzi persino degli iPad Pro del 2017: un 256 GB, cellular, costava 999 € nel 2017, ora 1069.

Aggiungi un commento