Apple chiude a 5.010 miliardi di dollari e diventa la seconda azienda, dopo NVIDIA, a superare i 5.000 miliardi a fine seduta, mentre il resto del settore tecnologico perde terreno.
Le azioni Apple scendono di 1,11% dopo le indiscrezioni di Nikkei Asia: gli ordini di componenti per iPhone 18 Pro sarebbero stati ridotti di almeno il 15% a ottobre, tra costi della memoria più alti e rincari da 100 dollari.
Apple chiude il terzo trimestre con ricavi record a 109,4 miliardi, ma il titolo frena nell'after hours per via di margini straordinari e costi delle memorie.
Apple torna a essere l'azienda più capitalizzata al mondo, superando Nvidia in una fase di forte volatilità dei mercati legati all'intelligenza artificiale.
Le azioni Apple mettono a segno un rally da 600 miliardi di dollari grazie alla scelta strategica di non investire massicciamente nei data center per l'IA.
Il titolo AAPL corre in borsa e punta ai massimi storici di 317 dollari. A spingere le azioni Apple sono i ricavi record della catena di fornitura di Foxconn e le prospettive legate all'AI.
Nonostante i recenti rincari sui listini hardware, il titolo Apple rimbalza in borsa del 5%. Gli investitori scommettono sull'aumento degli ordini per il futuro iPhone Ultra pieghevole.
Apple ritocca al rialzo i listini di Mac e iPad a causa del boom dei costi di RAM e storage. Wall Street approva la mossa per difendere i margini di profitto.
Il cambio della guardia si rivela particolarmente sorprendente dal momento che, solo 15 anni prima, Apple sembrava ad un passo dal fallimento, mentre Microsoft dominava il mondo tecnologico grazie a Windows.
BNP Paribas promuove Apple a "outperform" con un prezzo obiettivo di 300 dollari, puntando sulla resilienza della catena di approvvigionamento di Cupertino.
Un calo inaspettato nelle dimensioni considerato che il precedente record negativo era di 188 milioni di dollari registrato nel terzo trimestre dell'anno fiscale 1993.