La risposta di Huawei a Google: in arrivo il terzo polo?

| 20 maggio 2019 | 5 commenti

Huawei logoLa risposta di Huawei alla notizia che non potrà più utilizzare Android e le app dell’ecosistema di Google non si è lasciata attendere, ma soprattutto il colosso cinese non sembra essere sorpreso dalla mossa di Mountain View.

La dichiarazione di Huawei va divisa in due parte, nella prima vengono tranquillizzati gli attuali utenti:

“Huawei ha dato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Come uno dei principali partner globali di Android, abbiamo lavorato a stretto contatto con la loro piattaforma open-source per sviluppare un ecosistema che ha portato benefici sia agli utenti che all’industria. Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti i prodotti Huawei e Honor esistenti per smartphone e tablet che coprono quelli venduti o ancora disponibili a livello globale.”

Nella seconda parte Huawei sembra presagire l’arrivo di un “terzo polo”, un nuovo ecosistema basato su un sistema operativo con app in grado di sostituire Gmail, Google Maps, YouTube, Chrome e così via:

“Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza per tutti gli utenti a livello globale.”

Del resto, non è un mistero che Huawei sia al lavoro da tempo su un suo sistema operativo alternativo ad Android proprio per fronteggiare una situazione come quella che si è verificata in queste ore, mentre per quanto riguarda app “strategiche” come Maps, Gmail  e perfino lo stesso motore di ricerca Google, essendo state bandite dal Governo di Pechino fin dal 2010, esistono delle alternative valide cinesi, anche se probabilmente uno smartphone senza le app di Google risulterà meno competitivo non solo nei confronti dell’iPhone, ma anche dei dispositivi degli altri produttori del Paese del dragone come Xiaomi e OnePlus.

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Argomento: Varie dalla Rete

Commenti (5)

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  1. lcvortigern ha detto:

    “Del resto, non è un mistero che Huawei sia al lavoro da tempo su un suo sistema operativo alternativo ad Android ” un bel CommunistOS del regime cinese e via. Ora che non devono più fare finta di giocare secondo le regole di Google, infarciranno i loro terminali di vagonate di porcate. Stare alla larga dai cinophonini è un obbligo. Non che personalmente mi interessi, visto che Apple non si abbandonda per nessun motivo 🙂

  2. Carlo ha detto:

    Non voglio e non mi interessa schierarmi per nessuna delle due parti, però mi incuriosisce la posizione americana, se davvero esiste un rischio per la sicurezza dovrebbero bandire tutti i telefoni, sia nuovi che vecchi, il fatto che invece siano interessati solo i prodotti nuovi mi fa pensare più che altro ad una mossa politica nei confronti della Cina senza nessun riscontro reale.

    • Stefano Donadio ha detto:

      In America da tempo non sono in vendita gli smartphone e la tecnologia Huawei, il bando è attivo perfino nei negozi che si trovano nelle basi NATO.

    • Claudio ha detto:

      Infatti.

      Lo ripeto da diverso tempo che si tratta di economia e politica, ma qua sembra che il problema sia davvero “i comunisti vs l’Ammmeriga”….

      Se ancora non fosse chiaro il gioco al quale stanno giocando…

      https://it.businessinsider.com/terre-rare-ecco-la-minaccia-fine-di-mondo-della-cina-che-ha-portato-allimmediato-congelamento-del-bando-a-huawei/

      C’è davvero un problema di sicurezza nazionale?
      Blocchi tutto e subito (se hai le prove).

      In caso contrario… è una trattativa mascherata per fare contento il popolo.

      (armi di Saddam, campagne “anti terrorismo” per sdoganare leggi liberticide, ecc….)

      Ma finchè prendiamo per buono qualsiasi cosa ci arriva dalla nostra fonte preferita (la mamma, il Papa, il segretario di partito, un’azienda…) senza voglia di approfondire, difficile andare oltre ad un “noi bravi, gli altri cattivi”.

      p.s.: oltretutto, tantissime aziende americane stanno “invitando” l’amministrazione americana a piantarla con questa guerra commerciale in atto, iniziata con i dazi più che raddoppiati e arrivati al “blocco di sicurezza” (ridicolmente prorogato di tre mesi) perché stanno rimettendoci.
      Se ci fosse un reale problema di sicurezza (quanti segreti industriali potrebbero essere carpiti…), non sarebbero dalla parte di Trump?

      • Ivan ha detto:

        Veramente l’economia americana sta volando proprio per la politica di Trump… informati meglio.

        Poi veramente credi che a Pechino si lascerebbero scappare la possibilità di spiare le comunicazioni occidentali, soprattutto quelle strategiche, e lasciano liberi di agire Huawei e gli altri?

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