La goccia che ha fatto traboccare il vaso accelerando la transizione Mac ARM
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Apple è una azienda che non può permettersi il lusso di dipendere da un unico fornitore di processori per i suoi Mac, e storicamente ha sempre avuto un “Piano B”.
Quando era evidente che i microprocessori 68K di Motorola non avevano più un futuro, nel 1994 strinse un alleanza con il nemico storico IBM per lo sviluppo dell’architettura di microprocessori RISC PowerPC. Nel 2005, quando oramai era chiaro che “Big Blue” non poteva o non voleva realizzare il G5 per i PowerBook, in una storica conferenza del WWDC ha annunciato la transizione ad Intel. Da diversi anni l’azienda di Santa Clara “scricchiola paurosamente” per via della profonda crisi del mercato dei PC, ma anche per un errore strategico: nessun smartphone o tablet in commercio oggi utilizza un processore Intel.
Probabilmente il Piano B di Apple viene elaborato nello stesso giorno di una transizione, e il suo sviluppo viene accelerato quando la crisi del fornitore di chip sta per accelerare. La classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso” velocizzando la transizione ai processori ARM sono stati i numerosi problemi dell’architettura Skylake, almeno stando ad una intervista rilasciata da François Piednoël, un ex ingegnere Intel:
“Il controllo qualità di Skylake è stato più che un problema. È stato eccessivamente anomalo. Stavamo ricevendo troppi richiami per piccole cose all’interno di Skylake. Sostanzialmente i nostri amici alla Apple erano diventati tra i primi a scoprire alcuni problemi nell’architettura e le cose sono andate molto, molto male. Quando il tuo cliente comincia a trovare quasi più bug di quanto ne trovi tu, non stai andando nella direzione giusta. Per me questo è stato il punto di flesso. Qui è dove i ragazzi di Apple che hanno sempre pensato di cambiare, hanno riflettuto e hanno detto: ‘Beh, probabilmente dobbiamo farlo.’ Fondamentalmente il pessimo controllo qualità di Skylake è responsabile dell’effettivo abbandono dalla piattaforma.”


5 commenti
Decisamente! Anche se secondo me si “sbaglia” a credere che sia stato un passaggio veloce, l’analisi dovremmo farla ex post quando avremo i primi MacBook per vedere se concretamente è andata bene o male sul loro sviluppo, ma il passaggio è molto graduale.
Fondamentalmente è iniziato dal 2015 quando hanno iniziato a sviluppare APFS, era evidente che lo scopo era quello di avere una tecnologia unitaria il più possibile su tutti i fronti dei loro prodotti, hardware e software. Anche perché, salvo il tema scuro , non c’è stata nessuna modifica effettivamente rilevante (solo qualche software e qualche attenzione alla privacy, ma nulla che cambiasse l’esperienza utente -e la dice lunga il fatto che indichi solo un tema).
Togliere i 32 bit è stato un modo anche per tagliare i software non più aggiornati da anni, ed anche qui il passaggio è stato graduale, in 2 anni. E poi c’è catalyst che è il vero cuore della questione: app universali.
Poi, naturalmente non su questo blog, ma ci si dimentica comunque che un Mac, fosse anche non aggiornato dal punto di vista del sistema operativo, non è che fa “smettere di funzionare” il supporto dei singoli software o di sicurezza del s.o o l’esperienza utente rimane inutilizzabile
Quindi, tipo, se dal 2 dicembre usciranno solo Mac ARM, il mio intel comprato l’1 dicembre continuerà ad avere un sistema comunque top per almeno altri 5 anni.
Poi appunto, oh, se i primi Mac Arm saranno disastrosi (cosa che appunto non possiamo sapere ad oggi) e danneggiano la tua produttività, forse è stata più una colpa tua a scegliere una macchina nuova e non affidabile per ciò che dovevi fare
a dire il vero con mojave la Apple ha completamente riscritto il motore grafico,prima se non sbaglio era basato su openGL/Metal
adesso solo Metal2,deprecando appunto openGL.quindi già da lì si intuiva la direzione che avrebbe preso la Apple.
Condivido con entrambi, anche perché un passaggio del genere non si improvvisa in pochi mesi. Apple ha preso la sua decisione da tempo e ha progressivamente spianato il campo all’introduzione dei futuri mac con cpu fatta in casa. Devo dire che quando si è passati da PowerPc ad Intel ero rimasto ‘dispiaciuto’ in quanto credevo nella superiorità del progetto IBM, oggi invece sono contento di questa transizione, anche se per ora è un salto nel buio, Intel non si è dimostrata all’altezza delle aspettative secondo me.
Alla Intel semplicemente non sono più motivati, hanno il monopolio quasi assoluto e non hanno interesse a spendere soldi e tempo per migliorare una cosa che alla fine sta a cuore solo alla Apple (chi compra un PC da 400€ non sa nemmeno che esiste i3, i5 etc.). Apple invece ha trovato il sistema di rendere più omogeneo il suo sistema hw e sw e se iOS e Mac OS convergeranno in una piattaforma ibrida che unisce il meglio dei due sistemi perché no. Solo Apple può osare tanto, l’unico dubbio è per la transizione ma come ha saputo far fronte a due passate migrazioni sarà – spero – in grado di farlo anche ora, con l’auspicio solo che Parallels funzioni ugualmente perché, purtroppo, a volte serve anche il lato oscuro.
sono totalmente d’accordo: avere un produttore grosso come Apple che fa da sè, stimolerà anche Intel che per troppo tempo si è “cullata” della sua posizione.
Non temo, neanche per un attimo, che la produzione di processori ARM possa mettere in difficoltà Apple. Paradossalmente, anche se non succederà mai, se Apple si mettesse nel settore con il suo stile potrebbe finire a vendere cpu a tutti e sarebbero migliori!!! Non lo farà, certo. Ma per esempio, lo sviluppo e l’abilità di Apple guideranno i veri progressi nelle cpu del prossimo futuro.
Credo che Apple abbia già la forza per fare da sè bene, meglio di quanto non abbia fatto con Intel.
Sono molto fiducioso.