La Tela del Ragno: Perché la richiesta di Epic Games è assurda

Giovedì Epic Game, lo sviluppatore del popolare gioco Fortnite, ha attivato una nuova funzionalità: l’acquisto diretto all’interno del suo gioco per iOS e Android, e con sconti del 20% rispetto agli stessi acquisti effettuati con i sistemi di pagamento offerti da Apple e Google.
Ovviamente, questa è una violazione dei termini di entrambi i negozi di app, ed Epic sapeva che Fortnite sarebbe stato rimosso su entrambe le piattaforme. Cosa che è accaduta puntualmente. Ma, era tutto preparato da tempo. Infatti nel giro di qualche ora è stato pubblicato un video che prende in giro Apple, e sono state incardinate anche due cause in Tribunale, una contro Apple e l’altra nei confronti di Google, praticamente per lo stesso motivo: violazione delle Leggi antitrust avendo i due colossi tecnologici il monopolio non solo della distribuzione delle app, ma anche del relativo sistema di pagamento.

Tuttavia, l’obiettivo di Epic non è poter creare un proprio negozio di app per i dispositivi iOS e Android. Infatti, mentre per iPhone e iPad esiste solo l’App Store, nel lato oscuro ci sono oltre al Google Play Store anche il Galaxy Store di Samsung, l’Appstore di Amazon e in più è possibile scaricare le app perfino da singoli siti Web, ed infatti Fortnite a lungo si poteva installare sui dispositivi Android solo dal sito di Epic.
Tuttavia, non è semplice creare un negozio di app in grado di fare concorrenza all’App Store e al Google Play, se non altro perché vantano una esperienza decennale. Ed infatti, Epic sebbene sia un colosso nel settore dell’intrattenimento videoludico, si è accorta che la sua politica stava limitando la diffusione di Fortnite sui dispositivi Android (anche perché il sistema operativo di Google con una certa frequenza mostra degli avvisi che avertono gli utenti sul pericolo di installare app al di fuori dal Play Store). Così, a fronte di una esperienza utente frustrante, ad aprile di quest’anno lo sviluppatore è tornato sui propri passi ed ha deciso di rendere disponibile Fortnite anche tramite il Play Store.

Sulla base dell’esperienza maturata nel mondo Android, Epic è consapevole di non essere in grado di competere con l’eccezionale vetrina mondiale rappresentata dall’App Store di Apple, ed infatti nella causa non si è dichiarata contraria a distribuire il suo gioco tramite il negozio di Cupertino, si oppone che gli acquisti in-app siano disponibili solo con il sistema di pagamento Apple, e vorrebbe utilizzare il suo. In questo modo non dovrebbe pagare il 30% richiesto da Cupertino per ogni transizione. In sintesi, la richiesta di Epic è di poter continuare a sfruttare tutti i vantaggi derivanti dall’App Store (e Play Store), ma non vuole pagare nulla ad Apple (e Google).

Francamente è difficile dire come andrà a finire anche perché la causa intentata da Epic si basa su Leggi che risalgono a due secoli fa, chiaramente inadeguate a gestire una situazione come questa. Bisognerà vedere se passa la tesi di Apple che l’App Store è solo una funzionalità dell’iPhone, come la fotocamera, ed avendo il 30% della quota di mercato degli smartphone non può essere sicuramente considerata in regime di monopolio. Inoltre, come ha recentemente evidenziato Tim Cook, c’è una fortissima concorrenza con la piattaforma rivale Android per accaparrasi i migliori sviluppatori e quindi le preoccupazioni dell’antitrust anche per questo potrebbero venire meno.
Per quanto il problema sia estremamente complesso, una cosa è certa: difficilmente Epic otterrà quel che desidera. Infatti, è inverosimile che un Tribunale possa stabilire che ogni sviluppatore sia libero di utilizzare gratuitamente l’App Store adoperando un proprio sistema di pagamento, delle due l’una. Quindi, nella peggiore delle ipotesi, Apple potrebbe essere costretta a rendere possibile l’installazione delle app al di fuori del suo App Store, il che probabilmente si tradurrebbe in una esperienza utente anche peggiore rispetto a quella di Android.

La Tela del Ragno è l’editoriale, ma senza editore, di Spider-Mac, ma come un editoriale tratta un problema o un fatto di rilevante attualità legato al mondo Apple.


9 commenti
Ottima disamina. Secondo me Epic vuole solo mettere sotto pressione Apple per ottenere uno sconto sul 30% richiesto, ma credo che prenderanno un 2 di picche.
Hnano un bel caratterino quelli di Epic Games…
In genere i prodotti costano di più acquistandoli dal produttore rispetto ai prezzi disponibili nelle catene di distribuzione proprio perché ai produttori fa comodo avere a disposizione un sistema capillare di vendita. Sarebbe come se Apple pretendesse di tenere i propri prodotti in mostra da una grande catena di distribuzione in modo che i clienti possano andare a vederli in tutta calma e poi addirittura venderli a prezzo scontato su Apple Store.. non credo che ne resterebbero tanti da vedere fuori dagli Apple Store
Grandi quelli di Epic, voglio essere liberi di usare gratuitamente l’App Store.
Mi sa che hai capito male la questione…
Forse sei tu che non sei stato molto attento. Epic ha inserito un sistema di pagamento proprietario in Fortinite, con prezzi inferiori del 20% rispetto a pagare utilizzando il sistema di Apple. Quindi di fatto nessuno utilizzerebbe il sistema di Apple, che non potrebbe riscuotere il 30% di commissione, ed Epic utilizzerebbe gratuitamente l’App Store.
Logiche di business muovono queste azioni da parte di due tipologie dì aziende:
1. Chi è cresciuto moltissimo grazie alla vetrina globale creata dagli store di Apple e Google che ha ingigantito il mercato totale potenziale, e adesso vuole di più, come Epic Game
2. Chi ha perso l’opportunità della trasformazione introdotta dagli smartphone, come Microsoft, e adesso sembrano intravedere l’opportunità di ridimensionare i competitors.
In entrambi i casi non vedo noi utenti al centro della discussione, ma solamente usati come pretesto per logiche di business.
Guardando questa interessante storia da in altra prospettiva, io vedo nell’AppStore un valore aggiunto per l’iPhone perché porta qualità al dispositivo. È confortante sapere che le app sono state riviste ed approvate da Apple.
Dall’altra parte cosa accadrebbe se, nella peggiore delle ipotesi, Apple fosse costretta a permettere di installare app su iOS anche da altre fonti, come avviene nel Mac per ragioni storiche?
Quali sarebbero le implicazioni tecniche? Un App scaricata da uno store terzo avrebbe le stesse restrizioni e dovrebbe sottostare ad altri vincoli? Se lo sviluppatore trova una falla di iOS la potrebbe usare e l’utente rimarrebbe all’oscuro.
È vero che i prezzi per per noi utenti si abbasserebbero? Non ne sono tanto sicuro nel lungo periodo perché è il business a muover Epic Game. E come si è visto con Android, Epic Game non è riuscita a creare un canale di vendita altrettanto importante al di fuori del Google Play.
In ogni caso l’utente avrebbe la scelta di installare App solo da fonti di cui si fida. O un eventuale prezzo minore, o addirittura gratuito in caso di pirateria, sarebbe troppo allettante? Quale sarebbe l’impatto sul brand Apple se storie cattive (un virus introdotto sugli iPhone da app scaricate al di fuori del AppStore) cominciassero a diffondersi?
In ogni caso è una storia interessante da seguire.
Ciao,
Stefano
Io spero con tutto il cuore che Apple non sia mai costretta a consentire lo scarico di app fuori dall’AppStore.
Si sta così bene dentro l’ecosistema Apple, una vera zona di confort! 🙂
Scherzi a parte, penso che l’annosa e famosa critica ad Apple di aver creato un sistema “chiuso” sia sostanzialmente una fake news.
Basta guardare quante mille mila app sono presenti sull’AppStore, nei più svariati campi dello scibile… informatico.
Apple ha solo creato un sistema di regole serie e giuste (e che fa rispettare) che permettono a tutto il sistema di avere la qualità che ha, che non è riscontrabile altrove.
All’interno di queste regole ci si può muovere liberamente e ci sono migliaia (o centinaia di migliaia, non so) di sviluppatori che non solo non si lamentano ma anzi apprezzano.
E gli utenti sono garantiti da Apple, che controlla e interviene in caso di necessità.
Spero che tutto rimanga così.
Cioè fammi capire, la Apple crea APPStore qualcosa che non esisteva prima, gli sviluppatori possono adesso vendere i loro prodotti e venderne sempre di più e meglio, entrambi guadagnano un botto, improvvisamente gli sviluppatori delle app si arrabbiano perché le commissioni sono alte e tentano di fregare Apple colei che ha creato questa infrastruttura che prima non esisteva (ripeto). Apple li sgama e li silura, ma che le regole e i contratti vanno rispettati non va bene a nessuno? Peccato che ci sono più iPhone che console di gioco messe insieme. Roba da pazzi.