Apple indagata per la quarta volta dell’antitrust italiano, nel mirino iCloud

L’autorità antitrust italiana (AGCM) ha dichiarato di aver aperto un’indagine sui servizi cloud di Google, Apple e Dropbox.
Apple non ha una quota dominante nel settore dei servizi cloud, tuttavia alcune clausole del contratto d’uso di iCloud violano al legislazione italiana.
“Il procedimento si riferisce a presunte pratiche commerciali improprie e alla possibile inclusione di clausole abusive nelle condizioni contrattuali”, ha spigato in una nota l’AGCM.
Per quanto riguarda le presunte “pratiche scorrette” relative ad iCloud, “riguardano la mancata o inadeguata indicazione, in sede di presentazione del servizio, dell’attività di raccolta e utilizzo a fini commerciali dei dati forniti dall’utente e il possibile indebito condizionamento nei confronti dei consumatori, che, per utilizzare il servizio di cloud storage, non sarebbero in condizione di esprimere all’operatore il consenso alla raccolta e all’utilizzo a fini commerciali delle informazioni che li riguardano”.
Riguardo le clausole vessatorie, l’Antitrust spiega: “L’ampia facoltà – da parte dell’operatore – di sospendere e interrompere il servizio; l’esonero di responsabilità anche in caso di perdita dei documenti conservati sullo spazio cloud dell’utente; la possibilità di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali; la prevalenza della versione in inglese del testo del contratto rispetto a quella in italiano”.
Si tratta della quarta indagine dell’AGCM contro Apple, la prima ha riguardato l’Apple Care che era in contrasto con garanzia legale di due anni, la seconda si è conclusa con una multa milionaria per il rallentamento negli iPhone con batteria degradata, mentre l’altra è ancora in corso per verificare se con Amazon abbia siglato un accordo per escludere rivenditori terzi per la commercializzazione dei prodotti Apple e Beats.

