Apple non permetterà agli sviluppatori cinesi di aggirare l’antitracciamento di iOS 14.5

Ad inizio settimana si è sparsa la voce che China Advertising Association (CAA), un’organizzazione non-profit di autoregolamentazione del settore pubblicitario cinese controllata dallo Stato, aveva trovato un sistema chiamato CAID per aggirare la nuova funzione antitracciamento di iOS 14.5 (non ancora rilasciato), che permetterà agli utenti di impedire che i dati raccolti da una app possano essere condivisi con altre app e siti web.
L’assenza di una risposta ufficiale da parte di Apple aveva generato una serie di speculazioni che Tim Cook & C. avrebbero chiuso un occhio per non inasprire i difficili rapporti con Pechino. Invece, stando a quanto riporta l’affidabile Financial Times, Cupertino ha ammonito almeno due sviluppatori cinesi che il sistema utilizzato per raccogliere i dati degli utenti senza l’esplicito consenso è contrario alle line guida dell’App Store, e di provvedere entro 14 giorni pena la rimozione delle app dall’App Store:
“Abbiamo riscontrato che la tua app raccoglie informazioni sull’utente e sul dispositivo per creare un identificatore univoco per il dispositivo dell’utente”.
Secondo il quotidiano britannico, lo sviluppatore dell’app in questione utilizzava proprio lo strumento realizzato da China Advertising Association, che prima dell’intervento di Apple aveva sostenuto non essere è “in contrasto” con la politica sulla privacy dell’App Store.
La fonte del Financial Times ha spiegato che “le grandi e piccole imprese” cinesi, tra cui i colossi Baidu, ByteDance e Tencent, stavano prendendo in considerazione il CAID, ma le reazione di Apple “porrà fine a questi test”.

