In America sotto accusa la resistenza all’acqua di iPhone

Presso un Tribunale del distretto di New York è stata incardinata una class action contro Apple per via della pubblicità che, seconda l’accusa mossa, esagera le capacità di resistenza all’acqua degli iPhone.
L’iPhone 7 è certificato con una protezione “IP67”, offrendo la massima resistenza all’acqua fino a una profondità di 1 metro per un massimo di 30 minuti. Gli iPhone 11 Pro e Pro Max sono classificati come IP68, per resistere ad profondità fino a 4 metri per un massimo di 30 minuti, mentre gli ultimi iPhone 12 fino a 6 metri per mezz’ora.
Nonostante queste certificazioni, Apple non effettua alcuna riparazione in garanzia se il telefono è venuto in contatto con l’acqua di un piscina perchè include cloro o quella del mare perchè salata. È Cupertino stessa a spiegare che i test di resistenza all’acqua degli iPhone sono stati effettuati in laboratorio con acqua statica e pura, quindi situazioni in cui difficilmente si potranno trovare gli utenti.

Ad Apple viene anche contestato che da una parte suggerisce di sciacquare le aree di un iPhone che sono state in contatto con liquidi comuni, come succhi o caffè, e dall’altra che la garanzia non copre i danni causati da liquidi, solitamente indicati da un indicatore di contatto liquido che diventa rosso. Lo scorso novembre, l’Antitrust italiano a inflitto ad Apple una multa di €10 milioni esattamente per gli stessi motivi, giudicando ingannevole la pubblicità sulla resistenza all’acqua degli iPhone.

