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iPod: 20 anni fa Steve Jobs presentava il dispositivo che ha rivoluzionato il modo di ascoltare la musica, e Apple

Published by Stefano Donadio at 23 Ottobre 2021
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Grazie al ritorno di Steve Jobs nel 1997, Apple si trasformò da azienda sull’orlo del fallimento a quella che conosciamo oggi. Tornato dalla guida dell’azienda che aveva fondato, Jobs si rese conto che era inutile continuare la battaglia in Tribunale con Microsoft, e quindi concordò con Bill Gates una tregua legale ottenendo $150 milioni, e come parte dell’accordo Internet Explorer sarebbe stato installato di default sui Mac. Poi l’anno successivo lanciò l’iMac G3 “Bondi Blue”, e insieme alla scelta di vendere prodotti online a novembre dello stesso anno, furono le tre cose che permisero ad Apple di uscire definitamente dal periodo buio iniziato a metà degli anni ’90.

Ma Jobs aveva intenzione di lasciare un segno.

Nel 2001 introdusse iTunes (gennaio), furono aperti i primi negozi al dettaglio (maggio), fu rilasciato Mac OS X, una vera e propria rivoluzione del sistema operativo per Mac in oltre dieci anni (è stato rilasciato Mac OS X 10.0 a marzo, ma la prima versione veramente valida è stata la 10.1, che arrivò a settembre), e poi, il 23 ottobre 2001, Steve Jobs annunciò l’iPod, un lettore di musica digitale portatile che ha rivoluzionato il personal computer e ha aiutato Apple a diventare il colosso che è adesso.

“1000 canzoni in tasca”

Quando a gennaio Apple ha introdotto iTunes, Steve Jobs disse: “Siamo in ritardo a questa festa e stiamo per fare il salto di qualità”. All’epoca, l’iPod non esisteva neppure come progetto, ma le cose cambiarono con l’assunzione di Tony Fadell (che aveva lavorato su dispositivi portatili presso General Magic e Philips), che fu chiamato a guidare una squadra che aveva il compito di costruire un lettore musicale migliore di quelli che erano allora a disposizione, simili ai Walkman, ma goffi e miniaturizzati. iTunes permetteva di sincronizzare il Mac con molti di questi dispositivi, ma la capacità di gestire l’intero processo, dal rippaggio dei CD (copia), alla gestione di una libreria e alla sincronizzazione con un lettore portatile proprio, permetterà ad Apple di fare “il salto di qualità” annunciato da Jobs.

All’inizio, l’idea era di abbinare il lettore MP3 con un negozio di musica digitale, e secondo una leggenda Tony Fadell fece notare che: “Questo è il progetto che rimodellerà Apple e tra 10 anni, sarà un azienda musicale, non un’azienda di computer.”

Nel comunicato stampa dell’iPod, Steve Jobs spiegò trionfalmente: “Con l’iPod, ascoltare la musica non sarà mai più lo stesso”. E aveva ragione. L’iPod non solo permetteva di portare con se “l’intera raccolta musicale in tasca e ascoltarla ovunque tu vada”, ma rendeva tutta l’esperienza molto personale.

Fino ad allora, anche i coloratissimi iMac, erano ancora dispositivi impersonali usati più per lavoro che per divertimento. L’iPod è stato il primo dispositivo informatico veramente divertente tascabile, che si controllava con un tocco, non con una tastiera. Certo, c’erano stati PDA, calcolatrici e altri dispositivi portatili, ma erano per lavoro, l’iPod era per ballare.

“I consumatori non vogliono essere trattati come criminali e gli artisti non vogliono che il loro prezioso lavoro venga rubato”

La pirateria musicale è diventata un grosso problema quando nel 1999 fece la sua comparsa Napster, il servizio di condivisione di musica peer-to-peer. Così Apple decise di sfruttare l’accoppiata vincente iPod + iTunes per creare l’iTunes Music Store nell’aprile 2003, evidenziando in parte come ciò avrebbe permesso di prevenire la pirateria consentendo agli utenti di scaricare facilmente la musica: dall’acquisto alla sincronizzazione all’ascolto, bastavano pochi click. Nell’ottobre di quell’anno Apple lanciò iTunes per Windows, consentendo finalmente agli utenti del lato oscuro – quindi circa il 90% degli utenti di computer – di godersi l’iPod.

Le vendite d’iPod di Apple furno mediocri per i primi due anni. Dopo il rilascio di iTunes per Windows, le vendite aumentarono notevolmente, ma la vera esplosione dell’iPod è avvenuta nel quarto trimestre del 2004.

Erano passati solo tre anni dal lancio del primo iPod, ma Apple aveva rilasciato già diverse versioni, l’ultimo, l’iPod Photo (ottobre 2004), è stato il primo dispositivo con display a colori. Anche l’iPod mini era stato introdotto nel gennaio di quell’anno, permettendo per la prima volta di scegliere l’iPod in cinque colori.

Il sogno di Apple di controllare la musica dalla sorgente alla riproduzione era una realtà. La quota di mercato di Apple tra i lettori multimediali portatili salì alle stelle, raggiungendo numeri che lo hanno reso quasi un monopolio, come evidenziato dagli auricolari bianchi che divennero onnipresenti.

“Solo uno di quelli è un computer”

Il successo dell’iPod ha dimostrato come avere un controllo end-to-end dei dispositivi fosse efficiente e redditizio, e ha trasformato Apple da un’azienda di computer a un’azienda che produce dispositivi informatici. Quando Apple ha rilasciato l’iPhone, un diretto discendente dell’iPod, il futuro dell’azienda era segnato. Lo stesso giorno, l’azienda ha cambiato nome da Apple Computer ad Apple Inc. Come spiegò Steve Jobs, “Mac, iPod, Apple TV e iPhone. Solo uno di questi è un computer. Quindi stiamo cambiando il nome.”

A quel tempo, la linea iPod era costituita dall’iPod (classic), c’era persino un modello U2 Special Edition; l’iPod mini si era trasformato nell’iPod nano; ed erano stati prodotti due diversi modelli di iPod shuffle. L’iPod, ora con video, partiva da $249 e aveva un disco rigido da 80GB. Apple aveva più di 170 negozi al dettaglio in tutto il mondo, dove le persone potevano provare l’iPod, e acquistarlo rapidamente.

L’iPod touch, rilasciato nel settembre 2007, ha permesso alle persone che non volevano o non avevano bisogno di un telefono cellulare di utilizzare molte delle funzionalità dell’iPhone per soli $299. Con il suo display widescreen, ha trasformato il lettore musicale portatile in un computer tascabile.

Ma era chiaro che l’iPod non sarebbe durato a lungo; le vendite dei dispositivi raggiunsero il picco alla fine del 2008, da questo momento in poi le persone iniziarono ad acquistare l’iPhone, che alla fine sostituì l’iPod. Oggi, tutto ciò che resta della linea iPod è l’iPod touch, un dispositivo di nicchia.

A partire dall’ultima riprogettazione del sito di Apple, in seguito all’evento musicale del 18 ottobre e incentrato sul Mac, Apple ha rimosso la scheda Musica dalla barra dei menu in alto, dove in precedenza si trovava l’iPod touch, insieme alla linea di cuffie Beats di Apple, che sono ora anche più difficili da trovare.

Design dell’iPod

Radio T3 Dieter RamsMolto è stato scritto sul design dell’iPod e su come questo dispositivo abbia aiutato Apple a diventare un punto di riferimento per il design dei dispositivi informatici. L’iMac era stato rivoluzionario, ma era un computer da scrivania. Il primo iBook color caramello era un po’ sgargiante, ma quando Apple ha rilasciato l’iBook bianco nel maggio 2001, presagiva il design semplice del primo iPod.

Influenzato dalla radio T3 di Dieter Rams, il primo iPod con rotella di scorrimento ha fornito un nuovo modo d’interagire con un dispositivo informatico. Probabilmente l’apice del design dell’iPod è stato il modello con click wheel del 2004; una rotella di scorrimento sensibile al tocco che prevedeva anche quattro punti cliccabile più un pulsante centrale; nessun pulsante sopra, come nel modello del 2003 soprannominato l’iPod con i bottoni; nessun pulsante separato attorno alla ghiera, come con i primi due modelli di iPod. Pulito, conciso e facile da usare.

Jony Ive, che ha lasciato Apple nel 2019, ha applicato i 10 principi di progettazione di Rams nel suo lavoro. Questo linguaggio di design minimalista e bianco è stato a lungo il segno distintivo dei prodotti e degli accessori Apple e rimane l’elemento più iconico dei prodotti dell’azienda.

Il futuro di Apple sono i servizi e i dispositivi indossabili

L’eredità dell’iPod ha lasciato un segno indelebile nelle entrate di Apple. iTunes ha portato all’iTunes Music Store e poi all’Apple Music, grazie al quale Apple guadagna vendendo e noleggiando contenuti audio e video. L’iPod ha portato all’iPhone, che ha portato all’App Store, che genera importanti entrate con la vendita delle app e giochi.  L’iPhone ha anche portato a MobileMe, in seguito iCloud, che si è trasformato da un servizio solo per Mac a un sistema di archiviazione cloud essenziale per i dispositivi mobili. Sebbene gran parte di iCloud sia gratuito, bisogna pagare per ottenere spazio di archiviazione sufficiente per eseguire il backup dei propri dispositivi. E ora, con una serie di servizi in abbonamento, per video, fitness e notizie, insieme alla musica, Apple si sta assicurando entrate stabili e ricorrenti dalle vendite non hardware.

Sebbene l’iPod shuffle sia stato il primo dispositivo indossabile di Apple, non è mai stato un grande successo. Ma gli accessori musicali – la linea AirPods di Apple e altri accessori nel corso degli anni – hanno generato un prezioso ecosistema. Aggiungete l’Apple Watch (un iPod al polso, per certi versi), e il settore degli indossabili è una quota in crescita delle entrate di Apple, attualmente intorno all’11%.

Oggi il Mac rappresenta solo una piccola quota del fatturato di Apple, circa il 10%. L’iPhone rappresenta la metà delle entrate dell’azienda, i servizi il 21% e l’iPad – che potrebbe essere visto come un grande iPhone – circa il 9%.

L’iPod ha inaugurato la rivoluzione dei piccoli dispositivi di elaborazione portatili e ha messo Apple sulla traiettoria d’innovare ed eccellere in quell’area. Se Apple non avesse realizzato l’iPod, la storia e il futuro dell’azienda sarebbero stati molto diversi. L’iPod può essere visto come la pietra angolare di questa storia. 20 anni sono tanti nell’informatica, ma l’influenza dell’iPod è ancora visibile.

8 Comments

  1. dactylium ha detto:
    23 Ottobre 2021 alle 11:43

    Occhio al titolo, hai scritto iPad. 😉

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      23 Ottobre 2021 alle 11:44

      🤦🏼‍♂️

      Rispondi
  2. iRicky66 ha detto:
    23 Ottobre 2021 alle 12:11

    Praticamente l’iPod é come quella pallina di neve che se nessuno l’avesse creata, ora non ci sarebbe la valanga chiamata Apple.

    Rispondi
  3. iRicky66 ha detto:
    23 Ottobre 2021 alle 12:13

    Volevo scrivere “la valanga di prodotti della Apple”

    Rispondi
  4. D'OH! ha detto:
    24 Ottobre 2021 alle 09:58

    Il mio primo iPod è stato quello con i “bottoni”, ce l’ho e funziona ancora.

    Rispondi
  5. Jena Plissken ha detto:
    24 Ottobre 2021 alle 10:00

    Un tuffo nostalgico nel passato. Bell’articolo.

    Rispondi
  6. xopotl ha detto:
    24 Ottobre 2021 alle 11:45

    Ho ancora l’iPod Shuffle e l’iPod Classic. Tutti i due ancora funzionante se sono attaccati a, per esempio, Bose. Solo con la batteria interna… 0. Ma, non li butto ! 🙂

    Rispondi
  7. Tonino ha detto:
    24 Ottobre 2021 alle 19:35

    Io utilizzo ancora i miei iPod (Classico). Ogni tanto compro un cd nuovo e lo importo nella libreria iTunes, sincronizzando i miei iPod (uno lo tengo attaccato fisso al mio stereo alpine in macchina). Preferisco possedere la mia musica, per questo sono contrario ad Apple Music. Inoltre sull’iPod ci posso tenere varie registrazioni mie personali (cosa che non puoi avere su Apple Music). Viva l’iPod, quello classico.

    Rispondi

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