Lisa, l’innovativo computer all-in-one che ha definito l’interfaccia utente grafica

Nel 1978, Apple era il prodigio dell’industria dei computer. L’Apple II, il primo sistema completo che si poteva portare a casa, era un successo per gli appassionati, e gli utenti aziendali sarebbero presto accorsi con l’arrivo di VisiCalc di Dan Bricklin, il primo foglio di calcolo per un personal computer.
Per Apple era tempo di pianificare una macchina per il redditizio mercato aziendale. Con un prezzo che si aggirava intorno ai $2.000, gli esperti di marketing di Cupertino, suggerirono un computer con schermo verde integrato ed equipaggiato con un’unità floppy ad alta capacità. Quando il project manager del progetto disse a Steve Jobs che sarebbe stato impossibile consegnare un prodotto del genere entro il 1981, fu sostituito da John Couch e assistito da Jef Raskin.
Fu proprio quest’ultimo a convincere Jobs a visitare il PARC (Palo Alto Research Center) di Xerox, il resto è storia. Invece di un Apple II aggiornato, il Lisa avrebbe rappresentato una nuova generazione di computer con un’interfaccia utente grafica.

Ufficialmente, Lisa era l’acronimo di “Local Integrated System Architecture”. Ufficiosamente, era il nome della figlia di Steve Jobs, Lisa, nata nel 1978.
Sia il software, sia l’hardware erano all’avanguardia ed era inclusa una suite di programmi per ufficio. Fu presentato nel gennaio 1983 al prezzo di $9.995, decisamente troppo alto per fare decollare le vendite. Fu allora che Jobs iniziò a concentrarsi sul progetto Macintosh che, fino a quel momento, era stato sviluppato da Raskin. Il risultato fu un sistema decisamente più economico che avrebbe innescato la rivoluzione dei personal computer.


