Amareggiato per essere stato estromesso dalla guida della divisione Macintosh, Steve Jobs tenta un mettere in scena un “colpo di Stato” per prendere il controllo di Apple, destituendo John Sculley.
Nel maggio del 1997 tutto sembrava volgere al meglio per il futuro del Newton, il rivoluzionario PDA voluto da Sculley, colui che osò cacciare Steve Jobs, che però al suo rientro in Apple pose fino proprio allo sviluppo del dispositivo.
Il 19 maggio 1980 Apple presentava l'Apple III, il computer che avrebbe dovuto conquistare il mercato aziendale. Si rivelò invece il primo grande fallimento dell'azienda, tra errori di progettazione e surriscaldamenti.
L'ex CEO di Pepsi-Cola non aveva alcuna esperienza nel campo della tecnologia, ma era un mago del marketing, che reciterà un ruolo fondamentale nella rivoluzione del personal computer .
Oggi la notizia di una acquisizione di Apple da parte di Canon potrebbe sembrare assolutamente improbabile, ma in realtà negli anni 90 i giapponesi erano una azienda tecnologia di primissima importanza.
Il 15 aprile 1981, Mike Markkula, CEO di Apple, nel corso di una intervista ammise candidamente che l'Apple III era difettoso e propose una poco ortodossa soluzione.
Si tratta di un modello un po’ più economico rispetto al Macintosh Plus rilasciato solo alcuni mesi prima, che risolve alcuni problemi del Mac originale, ma che genererà anche un po’ di confusione per via del suo nome.
In una drammatica riunione, il CEO di Apple, John Sculley, minaccia di dimettersi a meno che Steve Jobs non sia rimosso dalla carica di vicepresidente esecutivo e direttore generale della divisione Macintosh.