Netflix: nuovi dettagli per la condivisone della password a pagamento

Il Sud America è il centro di sperimentazione della nuova politica di Netflix di far pagare un costo aggiuntivo a chi condivide le credenziali del proprio account con persone estranee al nucleo familiare.
Al momento sembrano esserci almeno due sistemi, il primo applicato in alcuni Paesi come Cile, Costa Rica e Perù, si basa sul concetto di famiglia, che per Netflix è composta da tutte le persone che vivono praticamente sotto lo stesso tetto, e identifica i dispositivi all’interno della “famiglia” utilizzando informazioni come indirizzi IP, ID dispositivo e attività dell’account dai dispositivi connessi.
Invece, in Argentina, El Salvador, Guatemala, Honduras e Repubblica Dominicana, Netflix fa pagare un costo aggiuntivo se un account viene utilizzato per più di due settimane al di fuori della residenza principale. Per ora, il sistema utilizza i televisori per identificare più accessi in luoghi diversi, mentre è consentito guardare i programmi su smartphone, tablet o computer.
Il costo aggiuntivo è di circa €3, e Netflix ritiene che questa soluzione sia migliore rispetto a chiudere gli account che trasgrediscono le regole d’utilizzo.
All’inizio dell’anno il titolo azionario Netflix è crollato perché c’è stata una emorragia di abbonati, ne mancano all’appello oltre 200.000.
Secondo Netflix una delle cause di questo tonfo è proprio la diffusa pratica della condivisione della password, secondo una stima 222 milioni di famiglie paganti in America e Canada stanno condividendo l’account con altre 100 milioni di famiglie che ovviamente non portano alcun ricavo.
Netflix ha già fatto sapere che entro la fine dell’anno anche nel resto del mondo sarà possibile condividere la password con terzi solo dietro un pagamento aggiuntivo.


8 commenti
Due sistemi entrambi complicati che creeranno problemi solo a chi non condivide l’account.
Non vedo quale sia il problema per chi non condivide la account! se non lo condividi non paghi i 3 € in più, sembra tutto chiaro e onestamente anche legale, mettiti nei panni di chi sostiene delle spese per mantenere le strutture (server etc) e per la creazione di nuovi contenuti. Comunque aggiungere € 3 in più se uno divide il costo dell’abbonamento non penso sia la fine del mondo sopratutto se poi la condivisione si può fare con più di un’altra persona (e questo è da capire!)
Nel mese di agosto, quando sono in vacanza, dopo due settimane devo smettere di vedere Netflix?
Fai vacanze più brevi oppure al 14° giorno torni a casa, ti vedi un paio di episodi di una serie Tv e riparti per le vacanze… 😁
E’ vero, ma magari Netflix ha bisogno di risolvere un problema in base alla situazione generale e non in base alla situazione limite delle ferie di agosto, che capitano una volta all’anno, in cui non tutti vanno via più di 14 giorni e non tutti dopo il 14° giorno hanno l’impellente necessità di vedere Netflix.
Trovo sensato che prima risolvano il problema generale, con qualche disagio, e poi sistemino i disagi un po’ meno importanti.
3 Euro al mese mi sembra un prezzo tutto sommato onesto. Se ci si fa i conti, ogni dispositivo, che sia un computer, un tablet, televisore o qualsiasi altra cosa, dialoga costantemente con il server per fornire il servizio di streaming, e i server hanno un costo di gestione per ogni singolo minuto di funzionamento.
Se metto al confronto questo con il servizio Multivision di Sky, viene quasi da piangere. Questo costava 10 Euro al mese (non so oggi), e se consideriamo che il satellite irradia in modo unidirezionale e non devi mantenere i server… (Si che ci vuole il decoder, ma credo che Sky lo ammortizzasse nel giro di pochi mesi.)
Già si paga il “multivision” con Netflix, il costo dell’abbonamento varia in base al numero dei dispositivi che puoi usare contemporaneamente.
In parte è vero, ma cambia anche la risoluzione dello streaming (SD, HD e 4k) e all’ultimo step anche la qualità audio, e tutti i dispositivi collegati hanno tutti le stesse specifiche massime.
Con il vecchio Sky, il multivision abilitava un solo decoder in più, nello stesso domicilio e (almeno all’inizio) il secondo decoder non era HD…