Protezione avanzata dati iCloud in arrivo anche in Italia con iOS 16.3

Apple ha annunciato che la “Protezione avanzata dati “ sarà disponibile per la prima volta anche fuori dagli Stati Uniti.
A partire da iOS 16.3, la funzione di sicurezza sarà disponibile a livello globale, quindi anche in Italia, offrendo la possibilità di abilitare la crittografia end-to-end per molte categorie di dati iCloud aggiuntive, tra cui Foto, Note, Memo vocali, backup dei messaggi, backup dei dispositivi e altro ancora.
iOS 16.3 è attualmente in versione beta e dovrebbe essere rilasciato al pubblico la prossima settimana.
“La Protezione avanzata dati è il massimo livello di sicurezza Apple per le informazioni sul cloud, e permette all’utente di scegliere di proteggere la maggior parte dei dati iCloud più sensibili con la crittografia end‑to‑end in modo che possano essere decodificati solo sui dispositivi autorizzati.” spiega Apple.
Per chi sceglie di abilitarla, questa funzione tiene al sicuro la maggior parte dei dati iCloud anche nel caso di violazioni dei dati nel cloud.
Di default iCloud protegge già 14 categorie di dati sensibili con la crittografia end‑to‑end, incluse le password nel Portachiavi iCloud e i dati dell’app Salute. Per gli utenti che attivano la funzione Protezione avanzata dati, il numero totale delle categorie di dati protette con l’utilizzo della crittografia end‑to‑end sale a 23, tra cui Backup iCloud, Note e Foto. Le uniche categorie di dati iCloud non incluse sono iCloud Mail, Contatti e Calendario, a causa della necessità di interoperare con i sistemi globali di email, contatti e calendari.


4 commenti
La protezione avanzata funziona anche se agli stessi dati iCloud accedono sistemi non aggiornati (es. macbook con Moneterey)?
Apple non lo specifica click qui
c’è scritto di aggiornare tutti i dispositivi per poter accedere: “Dovrai inoltre aggiornare tutti i tuoi dispositivi Apple a una versione del software che supporti questa funzione.” Un po’ limitante
Mi era sfuggito, però era prevedibile. Infatti ogni volta che c’è stata una modifica lato iCloud, per sfruttarla era necessario avere l’ultima versione iOS/macOS.