La politica sulla privacy dell’App Store è oggetto di una indagine dell’antitust italiano

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato una istruttoria nei confronti di Apple per presunto abuso di posizione dominante nel mercato delle app.
Secondo l’antitrust italiano, “A partire da aprile 2021 Apple ha adottato una politica sulla privacy, per i soli sviluppatori terzi di app, più restrittiva rispetto a quella che la società applica a sé stessa”.
L’AGCM si riferisce alla funzione anti-tracciamento introdotta a partire da iOS 14.5 che impone agli sviluppatori di chiedere agli utenti se desiderano essere tracciati o meno, funzione che fin da subito è stata duramente contestata da Facebook.
Il garante per la concorrenza italiano contesta ad Apple anche che “gli sviluppatori e gli inserzionisti terzi appaiono svantaggiati in termini di qualità e di dettaglio dei dati messi a disposizione da Apple e relativi all’efficacia delle campagne pubblicitarie sulle loro applicazioni. Ciò accade per le caratteristiche tecniche dell’interfaccia di programmazione cui possono accedere – SkadNetwork – che appare molto meno efficace rispetto ad Apple Ads Attribution, lo strumento che Apple adotta per sé stessa”, e come conseguenza si potrebbe avere “un calo dei proventi della pubblicità degli inserzionisti terzi, a vantaggio della propria divisione commerciale”.
Ai sensi del diritto della concorrenza dell’Unione europea, le società riconosciute colpevoli di abuso di posizione dominante sul mercato rischiano una multa fino al 10% del fatturato annuo.

