Apple risponde alla Russia: mai creata una backdoor per iPhone

“Non abbiamo mai lavorato con nessun Governo per inserire una backdoor in qualsiasi prodotto Apple e non lo faremo mai”, con questa lapidaria dichiarazione di un portavoce Apple, è arrivata la risposta di Cupertino alle insinuazioni dei servizi segreti russi che in iOS sia stata creata una “backdoor” per consentire all’intelligence americana di spiare gli iPhone dei funzionari di Putin.
L’FSB, l’ex KGB sovietico, aveva accusato Apple di “stretta cooperazione” con la National Security Agency (NSA) per creare una backdoor in iOS. Poi, anche il Ministero degli esteri russo aveva parlato più genericamente di cooperazione tra intelligence USA e società IT per hackerare gli iPhone di personalità russe.
Apple si è sempre opposta alla creazione di una backdoor per consentire alle forze di polizia di accedere agli iPhone di persone protagoniste di efferati reati. Questa posizione di Cupertino è salita alla ribalta delle cronache nel 2016, quando l’FBI aveva chiesto ad Apple di sbloccare l’iPhone appartenuto all’autore della strage di San Bernardino. In quell’occasione ci fu un duro braccio di ferro tra Tim Cook e l’FBI, intervenne anche il Presidente Obama, e quando tutto sembrava volgere al peggio per Apple, alla fine il telefono fu sbloccato da una azienda terza.

