Russia: iPhone violati dagli Stati Uniti con l’aiuto di backdoor create da Apple (aggiornato)

Secondo il servizio segreto russo FSB (l’ex KGB sovietico), l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) degli Stati Uniti ha utilizzando backdoor segrete realizzate da Apple per infettare con malware sconosciuti gli iPhone di funzionari e abbonati russi, e anche di diplomatici stranieri presenti in Russia e nell’ex Unione Sovietica, e perfino di membri della NATO, Israele, Siria e Cina.
“La raccolta di dati è stata effettuata attraverso vulnerabilità software nei telefoni cellulari statunitensi. I servizi di intelligence degli Stati Uniti hanno utilizzato le società IT per decenni per raccogliere dati su larga scala degli utenti di Internet a loro insaputa”, si legge in un comunicato diffuso dal Ministero degli Esteri russo.
L’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha pubblicato la notizia, lascia intendere che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia era stata annunciata poco prima dai servizi segreti americani e britannici proprio grazie agli iPhone hackerati.
A marzo di quest’anno, in occasione dei preparativi per le elezioni presidenziali russe del 2024, il Cremlino aveva chiesto ad alcuni funzionari di non usare più i telefoni di Apple.
È il caso di ricordare che nel 2016, l’FBI aveva chiesto ad Apple di sbloccare l’iPhone appartenuto all’autore della strage di San Bernardino. In quell’occasione ci fu un duro braccio di ferro tra Tim Cook e l’FBI, intervenne anche il Presidente Obama, e quando tutto sembrava volgere al peggio per Apple, alla fine il telefono fu sbloccato da una azienda terza.
Più recentemente, all’inizio del 2020, il Procuratore Generale Bill Barr, che si occupava della strage avvenuta nella base aeronavale americana di Pensacola nel dicembre dell’anno precedente, in cui furono stati assassinati tre militari da parte del cadetto Mohammed Saeed Alshamrani, ha criticato Apple per non aver fornito tutta l’assistenza necessaria per accedere ai dati di due iPhone appartenuti all’omicida.
Tim Cook aveva anche pubblicato una lettera aperta in cui spiegava che Apple non ha un software in grado di aggirare la password degli iPhone, e che non aveva intenzione di creare una versione di iOS con backdoor.
Aggiornamento del 2 giugno: Apple risponde alla Russia: mai creata una backdoor per iPhone


8 commenti
Se non vuoi essere intercettato non dovresti usare nessun tipo di smartphone. Forse che quelli Android sono privi di backdoor? E poi anche Google è un’azienda americana. Non vedo troppa differenza per un politico russo ad usare un iPhone o un Galaxy Fold o un Pixel…
Purtroppo non esiste un’alternativa a questi due SO per smartphone…
Secondo me non esiste alcuna backdoor negli iPhone, è solo propaganda per screditare una azienda americana che ha fatto della sicurezza e della privacy il suo cavallo di battaglia.
Quoto Ivan.
Probabilmente la notizia è vera a metà, come nel caso dello spyware Pegasus, sicuramente i servizi segreti americani saranno riusciti ad hackerare gli iPhone russi sfruttando delle falle di iOS, ma è da escludere che queste falle siano state create appositamente da Apple.
Certo che se lo dice l’FSB…
In guerra la verità è la prima vittima – Eschilo
Ma le esternazioni russe non parlano di backdoor e non attaccano espressamente Apple ma della NSA, hacking e di malware injection. Forse Reuters ha voluto calcare la mano?
L’FSB fa un chiaro riferimento ad Apple parlando di “stretta cooperazione” con la National Security Agency (NSA). Poi anche il Ministero degli esteri russo parla di cooperazione tra intelligence USA e società IT.
Le attività di hacking e di malware injection sono possibili sfruttando le falle del sistema operativo attaccato, falle che possono essere dei “difetti” dovuti a carenze nello sviluppo o create appositamente (backdoor) dallo stesso produttore dell’OS, ma ovviamente non è facile capire se una falla è intenzionale o meno.