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Dipartimento di Giustizia USA, la “prova” del monopolio Apple è nella poca spesa destinata allo sviluppo

di Stefano Donadio | 27 Marzo 2024
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  • Antitrust
  • Cause legali
  • DOJ

 

Il corposo fascicolo composto da ben 88 pagine con il quale Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) accusa Apple di aver creato un monopolio con l’iPhone, continua a rivelare dettagli che molti media americani e stranieri definiscono “bizzarri”.

Dopo aver incolpato Apple che gli smartphone Microsoft, HTC e Amazon Fire Phone non hanno avuto successo per via dell’iPhone, secondo il DOJ la “prova” del monopolio di Apple è nella poca spesa destinata allo sviluppo. In estrema sintesi: il monopolio dell’iPhone riesce a soffocare così tanto il mercato, che Apple non ha bisogno di investire in nuove tecnologie.

Per arrivare a questa conclusione, il DJO ha confrontato la spesa destinata in ricerca e sviluppo (R&S) di Apple, con quella utilizzata per il riacquisto delle proprie azioni (AAPL), evidenziando che la prima è esattamente la metà rispetto alla seconda. Invece, la spesa in ricerca e sviluppo di Google corrisponde a quella dei riacquisti delle azioni di Mountain View, quindi, sempre secondo il DJO, Google deve fronteggiare una maggiore concorrenza. È appena il caso di evidenziare che Apple è impegnata in meno progetti rispetto a Google, che quindi spende di più in R&S.

“Nell’anno fiscale 2023, Apple ha speso 30 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. In confronto, nello stesso anno Apple ha speso 77 miliardi di dollari in riacquisti azionari […]

Se da un lato la condotta anticoncorrenziale di Apple ha probabilmente avvantaggiato i suoi azionisti – con oltre 77 miliardi di dollari di riacquisti di azioni solo nell’anno fiscale 2023 – dall’altro ha un costo elevato per i consumatori. Alcuni di questi costi sono immediati ed evidenti e riguardano direttamente i clienti di Apple: Apple gonfia i prezzi per l’acquisto e l’utilizzo degli iPhone, impedendo al contempo lo sviluppo di funzionalità come app store alternativi, super app innovative, giochi in cloud streaming e sms sicuri.

Il monopolio di Apple sugli smartphone significa che non è economicamente conveniente investire nella creazione di alcune app, come i portafogli digitali, perché non possono raggiungere gli utenti di iPhone. Ciò significa che le innovazioni alimentate dall’interesse a costruire il prodotto migliore e più incentrato sull’utente che esisterebbe in un mercato più competitivo non decollano mai. Inoltre, Apple stessa ha meno incentivi a innovare perché si è isolata dalla concorrenza.”

Come ha evidenziato anche il Financial Times, i riacquisti delle proprie azioni è una pratica comune nel settore tecnologico, e quelli di Apple sono in linea con il suo bilancio.

Per quanto riguarda i riacquisti delle proprie azioni, offrono tre vantaggi: con meno azioni in circolazione, la società deve pagare meno soldi in dividendi; il valore delle azioni aumenta perchè ce ne sono meno in circolazione e dal momento che il numero di azioni è ridotto mentre gli utili non sono influenzati, aumentano gli utili per azione (EPS), che sono considerati una misura chiave della performance finanziaria di una società. In sostanza questo fa sembrare il titolo un buon affare, incoraggia più acquisti di azioni, il che fa salire il prezzo delle azioni.

Apple è un’azienda con molte eccedenze di liquidità e nell’ultimo decennio ha speso più di 650 miliardi di dollari in riacquisti di azioni.

3 commenti

  1. Giacomo B. ha detto:
    27 Marzo 2024 alle 16:57

    definire cotal dipartimento ridicolo è fargli un complimento😂

    Rispondi
  2. Il Guardiano del Faro Rotto ha detto:
    27 Marzo 2024 alle 17:05

    Il DOJ non sembra molto avanzato tecnologicamente… sembrano quelle discussioni senza senso di alcuni forum di utenti Windows.

    Rispondi
  3. Gigi ha detto:
    27 Marzo 2024 alle 17:08

    Mah… intanto Apple ha inventato il Touch ID, e 8 mesi dopo Samsung lo ha copiato. Idem con il Face ID. Per non parlare dell’iPad che non esisteva e degli AirPods. Se non ci fosse Apple…

    Rispondi

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