Facebook e Instagram stanno usando i dati degli utenti per addestrare i modelli di intelligenza artificiale

Facebook e Instagram stanno utilizzando i dati degli utenti – post, foto e relative didascalie, messaggi inviati a un’IA – per addestrare i modelli di intelligenza artificiale di Meta.
Fortunatamente, il GDPR, la legislazione sulla privacy dell’Unione europea impone a l’azienda di Mark Zukenmberg di offrire un’opzione che permetta agli utenti di non consetire di utilizzare i propri post pubblicati per addestare l’AI, ma come è nello stile di Meta lo sta facendo in modo piuttosto “confuso”.
Prima di tutto, tutti gli utenti che vivono al di fuori della Comunità Europea e del Regno Unito (che ha adotato una politica sulla privacy simile a quella della UE), non averbbero mai sauto che i propri post venivano usati per addestare l’Ai di Meta se non fosse per una email che gli europei e i britacci in queste ore stanno ricevendo:
“Stiamo aggiornando la nostra Informativa sulla privacy mentre espandiamo l’IA di Meta
Ciao <Nome>,
Ciao ispidermac,
siamo pronti a espandere la nostra IA nelle esperienze Meta alla tua area geografica. L’IA di Meta è la nostra raccolta di funzioni ed esperienze di IA generativa, come Meta AI e Strumenti creativi IA, oltre ai modelli che ne consentono il funzionamento.
Che cosa significa per te
Per consentirti di vivere queste esperienze, da adesso in poi ci affideremo alla base giuridica denominata interesse legittimo per l’uso delle tue informazioni al fine di sviluppare e migliorare l’IA di Meta. Ciò implica che godi del diritto di opposizione al trattamento delle tue informazioni per tali finalità. In caso di accoglimento dell’opposizione, il trattamento sarà limitato di conseguenza.
Stiamo apportando degli aggiornamenti alla nostra Informativa sulla privacy per riflettere queste modifiche. Gli aggiornamenti entreranno in vigore il giorno 26 giugno 2024
Grazie,
The Meta Privacy team”
Cliccando su link “diritto di opposizione” incluso nell’email si aprirà un modulo da compilare in cui viene chiesto all’utente: paese di residenza, indirizzo e-mail, di spiegare “che impatto ha su di te questo trattamento dei dati” e di fornire “ulteriori informazioni che potrebbero aiutarci a esaminare la tua contestazione”. Dopo aver inviato il modulo si riceve una mail in cui arriva la conferma dell’accettazione dell’obiezione.”
I difensori della privacy hanno espresso non poche perplessità su fatto che l’utente sembra dovertrovare una sorta di giustificazione per negare l’uso dei propri dati.

Fortunatamente, Meta sembra generare automaticamente la risposta per comunicare agli utenti di aver accetato la loro richiesta di non usare i lori dati, perchè l’email arriva pochi secondi dopo aver compilato il modulo.
Meta, tuttavia, precisa: «Potremmo comunque trattare le informazioni che ti riguardano per sviluppare e migliorare l’intelligenza artificiale su Meta, anche se ti opponi o non usi i nostri Prodotti e servizi. Ad esempio, questo potrebbe accadere se tu o le tue informazioni: apparite in un’immagine condivisa sui nostri Prodotti o servizi da qualcuno che li usa; siete menzionati nei post o nelle didascalie che qualcun altro condivide sui nostri Prodotti e servizi». In questi casi, a prescindere dal nostro consenso, Meta utilizzerà i dati degli utenti.


11 commenti
Ciao Stefano, grazie. Compilato il modulo di facebook anche se non è stato facile trovarlo… ma basta questo anche per instagram? Grazie
Credo che bisogna negare il consenso per ogni social.
ma va?! che popolo di cogl…i!
Ciao Stefano compilato e inviato. Grazie
É singolare il fatto che la gente si preoccupi di questo. Mi riferisco a tutti coloro che pubblicano la loro vita nei social, persino quando vanno al gabinetto.
Eh… Ma una cosa è che tu scegli di pubblicare quello che vuoi, un’altra è che una azienda usa i tuoi dati per fare soldi.
Li stanno già facendo i soldi con i tuoi dati 🤷🏻♂️
Ma non ancora con l’intelligenza artificiale grazie alla possibilità di negare il consenso.
Può stare tranquillo che adesso ti opporrai e loro useranno lo stesso i tuoi dati tanto chi li controlla? 😉
C’è il garante per la privacy e le varie associazioni a tutela della privacy che vigilano. Poi generalmente se un social non rispetta le norme sulla privacy, prima o poi viene scoperto, e le sanzioni sono durissime al punto che Facebook e company non hanno interesse a violarle, ma piuttosto ad aggirarle più o meno legalmente con regolamenti interni o sistemi come quello spiegato nell’articolo.
Non possiamo sapere in che mani finiscano i nostri dati. Dobbiamo essere “Noi” attenti a quello che facciamo e non sperare che gli altri non facciano qualcosa utilizzando le nostre informazioni, foto o quant’altro.