Niente Apple Intelligence, mirroring dell’iPhone e condivisione schermo SharePlay per gli utenti EU

Apple Intelligence, il mirroring dell’iPhone e la condivisione dello schermo SharePlay potrebbero non essere disponibili quest’anno per gli utenti che risiedono all’interno della Comunità Europa per via delle restrizioni imposte dal Digital Markets Act (DMA), la nuova legisazione antitrust della UE che regola i mercati digitali.
Fred Sainz, portavoce di Apple ha così spiegato a The Verge:
“Due settimane fa, Apple ha presentato centinaia di nuove funzionalità che siamo entusiasti di portare ai nostri utenti in tutto il mondo. Siamo molto motivati a rendere queste tecnologie accessibili a tutti gli utenti. Tuttavia, a causa delle incertezze normative causate dal Digital Markets Act (DMA), non crediamo che saremo in grado di distribuire tre di queste funzionalità – iPhone Mirroring, SharePlay Screen Sharing e Apple Intelligence – ai nostri utenti dell’UE quest’anno.
In particolare, temiamo che i requisiti di interoperabilità del DMA possano costringerci a compromettere l’integrità dei nostri prodotti, mettendo a rischio la privacy degli utenti e la sicurezza dei dati. Ci impegniamo a collaborare con la Commissione Europea nel tentativo di trovare una soluzione che ci consenta di offrire queste funzionalità ai nostri clienti dell’UE senza compromettere la loro sicurezza.”
Il portavoce dell’UE, Thomas Regnier, ha commentato le dichiarazioni di Apple, e ha rilasciato a sua volta una dichiarazione:
“L’UE è un mercato interessante con 450 milioni di potenziali utenti, ed è sempre stata aperta agli affari per qualsiasi azienda che voglia fornire servizi nel mercato interno europeo. I gatekeeper sono i benvenuti a offrire i loro servizi in Europa, a patto che rispettino le nostre regole volte a garantire una concorrenza leale”.
Per quanto riguarda le tre funzionalità che dovrebbero non essere disponibili per noi europei:

-
iPhone Mirroring amplia le possibilità di Continuity consentendo all’utente di accedere al proprio iPhone e controllarlo direttamente da macOS.
-
SharePlay screen sharing, è una funzionalità avanzata della condivisione dello schermo, che permette di disegnare sullo schermo di qualcuno in modo che possa vedere cosa può fare sul suo, o controllare il suo schermo e intraprendere azioni da solo, spiega Apple.
-
Apple Intelligence è l’intelligenza artificiale sviluppata da Cupertino in collaborazione con OpenAI, che come ha già fatto sapere Apple sarà disponibile inizialmente solo in inglese. Considerato che la Gran Bretagna non fa più parte della UE, e quindi per questo mercato Apple non è tenuta a rispettare il DMA, l’aver precisato che Apple Intelligence non sarà disponibile nella UE fa pensare che sarebbe potuta essere disponibile anche in Italia.


10 commenti
Insomma tanto valeva Sonoma chiamarlo 2.0 😅
Sinceramente sono funzioni carine ma nessuna essenziale e quindi non mi strappo i capelli. Fatico a capire dove queste funzioni violino il DMA a meno di pensare che per funzionare non siano così davvero rispettose di privacy ecc ecc
A questo punto meglio non averle forse.
Faccio il tifo per entrambi (UE e Apple per cui spero si trovi il modo migliore per avere tutte le funzioni piuttosto che non averle o averle ma invasive)
Non è una questione di privacy per Apple Intelligence, che come spiegato nel corso del Keynote della WWDC è ai massimi livelli, ma secondo il DMA se iOS 18 ha una intelligenza artificiale Apple, gli utenti devono poter scegliere anche tra quelle dei concorrenti, quindi Google, Microsoft e tutti gli altri, da qui la scelta di Apple “meglio niente” piuttosto che consegnare la privacy degli utenti iPhone a Google & C.
Questione molto complessa. Da un lato c’è l’ovvia ambizione di Apple di tutelare i suoi affari (non i dati degli utenti: quello è il mezzo, non il fine), impedendo ai suoi competitor di accedere ai suoi dispositivi. Dall’altro c’è la tutela del legittimo desiderio di un consumatore di poter cambiare piattaforma, provider di qualsiasi servizio senza per questo rinunciare ai propri dati.
Tutta la parte digitale della mia vita è custodita – sulla base di un rapporto di fiducia non codificato – nell’ ecosistema Apple. Se un giorno mi venisse il desiderio di migrare verso un provider differente, non saprei nemmeno come fare.
Non lo ritengo una cosa positiva.
Mi chiedo, però, se un utente Android o Windows saprebbe come fare a spostare tutte le sue foto, documenti o altro verso dispositivi e cloud Apple. Onestamente non credo.
La questione della AI è più spinosa, per via del livello di integrazione con l’OS: la AI come la intende Apple è una feature, non un prodotto a sé stante.
Altra questione ancora quella dell’Apple Store. Onestamente, la “tassa Apple” mi è sempre sembrata una forzatura. Comprensibile, ma pur sempre una forzatura, visto che per MacOS è sempre stato possibile acquistare applicazioni al di fuori dello Store.
Insomma, sono tutti temi di rilevanza così enorme da richiedere una seria dialettica tra provider, utenti e legislatori. Se la AI di Apple arriverà in Italia con sei mesi di ritardo, non mi sembra una tragedia (notare comunque che l’italiano non è nelle lingue di prima elezione per le feature AI… almeno la metà degli utenti non saprebbe cosa farsene del nuovo Siri se non parla italiano, per dire…).
Apple ha una app per migrare da Android a iOS, così come anche Google per passare da iOS a Android.
Secondo me la concorrenza deve essere tra piattaforme e non all’interno delle stesse, esattamente come avviene tra la consolle giochi.
Poi, l’antitust in Europa tutela le aziende, non i consumatori come avviene in America.
Concordo che il consumatore debba essere tutelato, e possa scegliere liberamente cosa utilizzare, ma come consumatore la MIA libertà deve anche essere quella di poter LIBERAMENTE sottoscrivere un contratto di utilizzo esclusivo.
Secondo la UE questa libertà non devo poterla avere perchè l’obbligo di concorrenza mi tutela indirettamente.
Ma rimane una limitazione ingiusta della libertà di scelta personale.
Tornando all’argomento, per Apple è un bel problema invece, perchè se quelle novità, soprattutto Apple Intelligence, sono “poca cosa” quindi trascurabili e per l’utente averle non averle non sarà determinante per la scelta di acquisto dell'”hardware” significa anche che non rappresentano “il futuro”, cosa che apparentemente va in contrasto sia con quello che sta succedendo, sia con le parole stesse di Apple.
Io stavo aspettando con impazienza iPhone mirroring, lavoro in sala hobby e sono costretto a tenere il telefono in soggiorno altrimenti non prende. Con questa nuova funzionalità avrei risolto un problema. Ogni volta che leggo di questo DMA imposto dalla UE, mi sembra che più che aiutare gli utenti, sia un ostacolo. Per me aggiunge “libertà”, di cui non si sento proprio il bisogno… ad esempio molti abbonamenti si comprano già (con sconto) fuori dall’app store, Spotify, freeletics, ecc.
Leggo i commenti e mi chiedo su cosa hanno capito. UE stanno cercando di fallire Apple e danneggia le cose nuove. Ma perché non hanno fatto la stessa cosa con Android e Windows? 😡😡😡
L’antitrust in Europa permette a Facebook di veicolare fake news, odio e truffe.
Per certi post ingannevoli, i truffatori pagano a Facebook la pubblicità nascondendosi dietro identità palesemente fittizie.
Chiunque può creasi un profilo falso con cui insultare una persona senza pagarne le conseguenze. A volte persecuzioni del genere hanno portato la vittima al suicidio.
Non mi sembra che il Digital Market Act o qualunque altra legge europea affrontino queste tematiche. Evidentemente interessa altro.
“Digital Market Act”
Credo che quel “market” dichiaratamente o meno chiarisca bene di cosa si occupa, questioni “commerciali”, principalmente il rispetto delle regole di mercato e la libera concorrenza.
Penso sia sbagliato pensare che debba riguardare altro, cosa che non significa “lasciar fare” ma che richieda altri interventi mirati.
La “corte del Re Sole” vuole “Orwellianamente” controllarci e soprattutto censurarci se non facciamo e diciamo quello che vogliono loro. Apple, per ragioni di interesse proprio e per tradizione, difficilmente accetta un tale controllo e violazione della privacy. È una lotta che, sotto traccia, sta andando avanti da almeno un paio di anni. Se ne fregano della concorrenza e dei consumatori.