Dopo il trimestre record di Apple, Morgan Stanley alza l’obiettivo AAPL a 275 dollari

Morgan Stanley ha rivisto al rialzo il target di prezzo per le azioni Apple, portandolo a 275 dollari, rispetto ai 273 previsti la settimana precedente, principalmente per la forza a lungo termine dei Servizi.

Nonostante le vendite di iPhone siano state inferiori di oltre 600 milioni di dollari rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il resoconto finanziario ha contenuto abbastanza elementi positivi da giustificare questo revisone del target price. La banca d’investimento è rimasta colpita dalle previsioni di Apple per il trimestre successivo, in particolare dalla crescita prevista a doppia cifra bassa anno su anno nel settore dei Servizi e dall’aggiornamento sulla base installata di dispositivi attivi.

Il 22 gennaio, Morgan Stanley aveva stimato che Apple avesse un parco utenti attivi di 2,3 miliardi di dispositivi, suggerendo un ciclo di sostituzione dell’iPhone di circa 4,6 anni. Tuttavia, il report ufficiale ha indicato 2,35 miliardi di dispositivi in uso, un dato che ha soddisfatto gli analisti. Questo implica una crescita del 7% su base annua, con 150 milioni di nuovi dispositivi aggiunti nell’ultimo, di cui circa 90 milioni sarebbero iPhone. Secondo Morgan Stanley, ci sarebbero attualmente circa 1,42 miliardi di iPhone in uso, leggermente sopra le previsioni.

L’impatto sui ricavi medi per utente è significativo. Sebbene il fatturato derivante dall’hardware sia sceso dell’8% per utente, i ricavi dei Servizi sono aumentati del 5% anno su anno. Attualmente, la spesa media per utente Apple è di circa 28 dollari al mese, sommando hardware e servizi, un dato inferiore ai 71 dollari medi di un abbonamento via cavo o ai 60 dollari per l’accesso a Internet. Morgan Stanley prevede che questa cifra salirà almeno a 42 dollari nei prossimi dieci anni.
Un altro fattore che ha contribuito al lieve aumento del target AAPL è la possibilità che Apple approfitti del calo dei prezzi delle memorie NAND e DRAM per fare scorte e ottenere risparmi futuri. La banca d’investimento non sembra preoccupata dall’impatto di un dollaro più forte sui guadagni di Apple per il trimestre in corso. Inoltre, Morgan Stanley condivide l’opinione di Cupertino secondo cui Apple Intelligence stimolerà le vendite. Tim Cook ha affermato che le vendite di iPhone sono state influenzate dalla disponibilità di Apple Intelligence, con l’iPhone 16 che ha performato meglio dell’iPhone 15 nello stesso trimestre dell’anno precedente. Anche la prossima versione di iOS, la 18.4 prevista per aprile, è vista come un catalizzatore importante per le vendite di iPhone, grazie a un Siri aggiornato e al supporto per più lingue (italiano incluso), che espanderà la domanda in nuovi mercati.

Tuttavia, il rapporto non chiarisce quando Apple Intelligence sarà lanciato in Cina, il mercato più grande di Apple al di fuori degli Stati Uniti. Né Tim Cook né Morgan Stanley hanno commentato l’impatto di eventuali tariffe imposte dall’amministrazione Trump, che potrebbero o meno influenzare Apple. Cook in passato è riuscito a negoziare con la precedente amministrazione Trump per evitare tariffe penalizzanti per Apple, e sembra che stia cercando di mantenere buoni rapporti anche ora, nei primi giorni del secondo mandato di Trump.
L’aumento del target a 275 dollari rappresenta lo scenario base di Morgan Stanley. Uno scenario più ottimista prevede un’accelerazione del ciclo di sostituzione degli iPhone, con un passaggio ai modelli di fascia alta. Al contrario, uno scenario negativo si realizzerebbe solo se la spesa dei consumatori dovesse indebolirsi più del previsto, con un rallentamento dei ricavi dei Servizi.

