La prima app pornografica per iPhone arriva tramite l’app store alternativo AltStore nella UE

Nell’Unione Europea, il Digital Markets Act consente agli sviluppatori di distribuire app iOS tramite store alternativi. Apple controlla queste app per verificare l’assenza di malware e altre minacce per la sicurezza, ma impone meno restrizioni sui contenuti rispetto al proprio App Store. Così, gli utenti UE possono ora scaricare la prima app nativa per iPhone dedicata ai contenuti pornografici.
Hot Tub: la prima app pornografica su iPhone in UE
Chiamata Hot Tub, l’app è disponibile tramite AltStore PAL di Riley Testut, un negozio di app per iOS alternativo o come li definisce Apple, un marketplace alternativo. L’app promette un’esperienza privata e sicura per la navigazione di contenuti per adulti, senza pubblicità o tracciamento e permette di cercare e riprodurre video da siti come Pornhub e Xvideos.
L’App Store dell’UE, degli Stati Uniti e di altri Paesi vieta esplicitamente i contenuti sessuali o pornografici, quindi Hot Tub non sarebbe stata approvata senza la possibilità di store alternativi imposta dal DMA. Al di fuori dell’UE, i contenuti per adulti rimangono accessibili solo tramite browser.
Le regole di Apple per gli store alternativi
Apple utilizza un processo di Notarizzazione per verificare malware e sicurezza nelle app distribuite tramite marketplace alternativi, ma queste non devono rispettare le rigide regole dell’App Store. Ciò significa che possono includere contenuti proibiti come pornografia, discorsi d’odio, armi, tabacco e droghe legali. A febbraio 2024, Phil Schiller, supervisore dell’App Store, ha chiarito che Apple non avrà alcun controllo sui contenuti delle app distribuite in UE tramite store alternativi.
AltStore e i costi per gli sviluppatori
AltStore è stato uno dei primi marketplace alternativi dopo l’entrata in vigore del DMA. Inizialmente, richiedeva un pagamento di €1,50 più tasse all’anno per utente, ma un finanziamento di Epic Games ha reso il download gratuito. Hot Tub potrebbe dover pagare una tassa ad Apple in futuro, in base al numero di download e ai ricavi. Infatti, Cupertino applica il Core Technology Fee (CTF) dopo il primo milione di installazioni, ma gli sviluppatori con guadagni inferiori a 10 milioni di Euro annui sono esentati per tre anni.


3 commenti
Ciao Stefano, segnalo un refuso nel titolo. Ciao
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie 🕸
In bocca al lupo