Qualcomm tenta di dimostrare che il modem C1 di Apple è inferiore

Uno studio commissionato da Qualcomm solleva dubbi sulle reali capacità del primo modem sviluppato da Apple, il C1, integrato nel nuovo iPhone 16e
. Secondo i test condotti da Cellular Insights nella complessa rete 5G di T-Mobile a New York, il chip californiano mostra un netto svantaggio rispetto ai modem Qualcomm montati su smartphone Android di pari fascia. In particolare, i dispositivi concorrenti hanno registrato velocità di download superiori fino al 35% e di upload fino al 91%, con prestazioni nettamente migliori in ambienti ostili come interni, aree affollate e zone distanti dalle torri di trasmissione.
Il C1, primo tentativo di Apple di liberarsi dalla dipendenza da fornitori esterni in un settore strategico, era stato presentato come il modem più efficiente mai installato su un iPhone, ma non il più potente. Tuttavia, il nuovo studio evidenzia che, oltre a prestazioni inferiori, l’iPhone 16e manifesta criticità termiche: già dopo due minuti di test intensivi, il dispositivo si surriscalda e riduce automaticamente la luminosità dello schermo, un possibile indizio che smentirebbe le promesse di efficienza energetica.

La posta in gioco è alta. Qualcomm ha storicamente ricavato circa il 20% del suo fatturato dalla fornitura di modem ad Apple, ma con il lancio del C1 e la probabile estensione futura su altri modelli, Cupertino punta a tagliare progressivamente questo cordone. La ricerca, pur offrendo dati significativi, non è priva di controversie: essendo finanziata da Qualcomm, non si esclude un certo margine di parzialità. Apple, al momento, non ha commentato i risultati.
Mentre la Mela continua lo sviluppo interno dei propri modem, questo primo passo mostra chiaramente che la strada verso l’indipendenza tecnologica sarà lunga, complessa e piena di ostacoli.

