iPad riparazioni fai-da-te Apple, i costi sono proibitivi

Apple ha annunciato l’ingresso degli iPad nel programma Self Service Repair, offrendo per la prima volta a privati e centri assistenza indipendenti la possibilità di accedere ufficialmente a manuali, strumenti e componenti originali per effettuare riparazioni.
L’iniziativa, partita con gli iPhone nel 2021 ed estesa ai MacBook nel 2023, ora copre anche i modelli più recenti di iPad, nello specifico iPad Air con chip M2 o successivi, iPad Pro con chip M4, iPad mini con chip A17 Pro e iPad base con chip A16.
Apple ha sottolineato con entusiasmo questa estensione del programma, ma dietro l’annuncio si celano dettagli che delineano un quadro misto tra opportunità e ostacoli. La buona notizia, come evidenziato da Jonathan Strange, fondatore della società di riparazioni XiRepair, è che per la prima volta saranno possibili riparazioni in giornata sugli iPad. Storicamente, infatti, Apple non ha mai effettuato riparazioni dirette sugli iPad nei suoi negozi, ma ha sempre richiesto la spedizione dei dispositivi a centri specializzati, causando ritardi. Grazie a questa apertura, i laboratori indipendenti più grandi potranno tenere a magazzino i ricambi più richiesti, effettuando interventi immediati.
C’è di più: Apple potrebbe iniziare a inviare direttamente gli iPad da riparare ai centri locali, riducendo notevolmente i tempi anche per le riparazioni in garanzia coperte da AppleCare. Inoltre, con il nuovo Genuine Parts Distributor Program, le officine autorizzate potranno ricevere i pezzi di ricambio in tempi record — talvolta addirittura in giornata — quando in passato, anche per i centri IRP (Independent Repair Provider), l’attesa era spesso di diversi giorni.
Tuttavia, il rovescio della medaglia è tutt’altro che trascurabile. Sebbene in teoria chiunque possa ora cimentarsi nella riparazione degli iPad, nella pratica gli strumenti necessari rappresentano una barriera economica proibitiva. Strange ha spiegato che i macchinari indispensabili per le riparazioni ufficiali costano oltre 3.000 dollari, il che significa che un piccolo laboratorio dovrebbe effettuare più di 100 riparazioni per rientrare dell’investimento iniziale. Di conseguenza, è probabile che la maggior parte dei piccoli centri non riesca nemmeno a entrare nel programma.
A questo si aggiunge il problema dei prezzi dei ricambi, che spesso rendono l’intervento economicamente sconveniente rispetto all’acquisto di un nuovo dispositivo. Secondo un’analisi condotta da XiRepair, quasi il 40% dei componenti originali Apple ha un prezzo pari o superiore al 50% del costo di un iPad nuovo dello stesso modello. I display, in particolare, risultano i più costosi: anche usufruendo dello sconto previsto per la restituzione del pezzo vecchio, possono arrivare a costare fino a 659 dollari.
In definitiva, l’apertura di Apple al mondo delle riparazioni autonome degli iPad segna un passo in avanti verso una maggiore trasparenza e accessibilità, ma tra strumenti fuori portata e prezzi proibitivi, il sogno del fai-da-te rischia di restare riservato solo a pochi professionisti ben attrezzati.


1 commenti
Oltre ai prezzi proibitivi, c’è la difficoltà nel portare a termine la riparazione che scoraggia più di tutte.