Apple e Samsung, alleanza storica in Texas: nasce il chip “mai visto prima”
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Nel vortice di annunci che accompagna il nuovo American Manufacturing Program da 100 miliardi di dollari, Apple ha svelato una partnership sorprendente e strategicamente significativa: un’alleanza con Samsung per la produzione di chip di nuova generazione sul suolo statunitense. La collaborazione ruota attorno allo stabilimento Samsung di Austin, in Texas, dove sarà introdotta una tecnologia innovativa nella produzione dei chip, una tecnica definita da Apple come “mai utilizzata prima in nessuna parte del mondo”. Sebbene il comunicato stampa non entri nei dettagli tecnici della tecnologia in questione, Cupertino ha precisato che i chip realizzati nello stabilimento texano saranno destinati a ottimizzare potenza ed efficienza energetica dei propri dispositivi, inclusi gli iPhone.
Questa mossa rappresenta un doppio segnale: da un lato una volontà di rafforzare la produzione avanzata negli Stati Uniti, in linea con le pressioni della Casa Bianca, dall’altro una scelta tecnologica non convenzionale, considerando che Apple ha tradizionalmente fatto affidamento su TSMC per i suoi chip principali. La decisione di affidarsi a Samsung per una tecnologia così rivoluzionaria, escludendo temporaneamente sia TSMC sia Intel (che ha spinto molto per ottenere contratti e fondi pubblici per le sue fonderie), testimonia un cambio di rotta potenzialmente epocale.
Alcune speculazioni suggeriscono che Samsung possa anche fornire i futuri sensori fotografici ISOCELL di nuova generazione ad Apple, sempre realizzati nello stesso sito di Austin. Sebbene questi componenti non rientrino propriamente nella categoria di elementi che migliorano potenza ed efficienza, non si può escludere che l’ambiguità terminologica del comunicato serva anche a rendere l’annuncio più appetibile dal punto di vista politico.
Nel frattempo, TSMC ha risposto rafforzando la propria presenza negli USA, annunciando un investimento totale di 165 miliardi di dollari per la costruzione di tre nuove fonderie, due impianti per l’impacchettamento avanzato dei chip e un centro R&D. La concorrenza sul terreno americano, dunque, è tutt’altro che dormiente, ma la mossa Apple-Samsung segna un punto importante nella ridefinizione delle gerarchie della microelettronica globale.


1 commenti
Il titolo è sensazionale, ma l’articolo è di buona fattura.