Apple salva i suoi chip: Trump annuncia super dazio del 100%, ma Cupertino è esente
In un’insolita ma scenografica conferenza stampa nello Studio Ovale, il presidente Donald Trump ha annunciato un dazio imminente del 100% su chip e semiconduttori importati. Tuttavia, ha subito chiarito che Apple non sarà soggetta a questa tariffa, grazie ai suoi impegni produttivi sul suolo americano. La mossa arriva in concomitanza con l’annuncio, da parte di Cupertino, dell’American Manufacturing Program (AMP): un nuovo piano industriale da 100 miliardi di dollari che si aggiunge ai precedenti 500 già promessi per espandere la produzione negli Stati Uniti e creare nuovi posti di lavoro.

Durante il briefing, Tim Cook ha simbolicamente regalato a Trump una base in oro 24 carati e un pezzo di vetro rotondo made in USA, mentre il Presidente illustrava la nuova strategia commerciale. Trump ha sottolineato che solo le aziende che stanno costruendo o hanno dichiarato ufficialmente l’intenzione di costruire fabbriche in America saranno esentate. Non conta se la produzione non è ancora avviata: l’impegno formale è sufficiente per evitare la maxi tariffa. Per chi non mantiene le promesse, ha aggiunto, saranno previste sanzioni retroattive.

Apple ha già confermato una serie di progetti industriali, tra cui l’espansione da 2,5 miliardi di dollari degli impianti Corning in Kentucky, e iniziative nel campo dei chip in Arizona e Texas, tra altri Stati. Una strategia chiara: blindare la catena di approvvigionamento americana e garantirsi una posizione privilegiata in uno scenario commerciale sempre più protezionista.
L’annuncio segna una svolta potenzialmente epocale per il settore tecnologico statunitense. Mentre si profila una nuova guerra dei chip, Apple sembra aver trovato il modo di uscirne indenne — e forse, persino rafforzata.


6 commenti
Trovo tutto ciò decisamente vergognoso. Il bullo agli steroidi vince e saranno dolori per tutti, soprattutto per quelle industrie americane che non possono investire 100 miliardi di dollari per accontentarlo.
trump è una 💩
Vedere Tim Cook vicino a Trump mi ha dato un senso di nausea. Se associo anche il fatto che anche i prodotti Apple non mi generano più quell’entusiasmo di qualche anno fa, deduco che sto iniziando a perdere fiducia in questa azienda e che adesso mi trasmette più delusioni che gioie.
Sotto Tim Cook sono arrivati gli AirPods, AirTag, Apple Watch, Apple Pay, l’Apple Silicon che permette di avere un portatile potente come un desktop e con una batteria che dura tutto il giorno, insomma non è male anche perchè gli altri si sono limitati a rincorrere.
Hai ragione, ma….
AirPods, belle, made in apple, leggere…. ci sono altre cuffiette che funzionano atrettanto bene, altrettanto compatibili, stessa durata, che costano la metà
Airtag come sopra
-Applewatch, oggetto che comprerei volentieri, ma pensare di avere un orologio che NON fa 24 ore carico e lo devi mettere in carica, magari di notte, ecco che la funzione apnee notturne va a farsi benedire, idem per la funzione cardiaca… il mio attuale orologio NON ha tutte le funzioni dell’Apple Watch, ne fa una sola, e la fa veramente bene, mi da l’ora e con una batteria ci vado avanti piu’ di un anno
Apple Pay, concordo, comoda
Apple Silicon… unica vera svolta che ritengo importante…
Credo che la scelta di Cook al comando sia stata fondamentale per continuare a far navigare Apple in acque sicure, e mi associo al commento di Andrea poco sopra… nonostante l’entusiasmo di Cook nei video delle presentazioni… la apple non mi emoziona piu’… e guardo con nostalgia i diversi MacWorld Expo a Parigi a cui ho partecipato (li ho fatti tutti), e l’emozione delle presentazioni dei vari prodotti (proprio all’expo di Parigi decisi l’acquisto dell’iMac G5)
Resterò fedele alla Mela morsicata… mi spiace essere un “bastian contrario”, ma Apple ha perso lo smalto ed il fascino che mi faceva, e credo di non sbagliare se scrivo che a molti faceva dire “wow”
Non la abbandono ma purtroppo non è più innovativa né trasmette emozioni come un tempo. Il “think different” è ormai dimenticato in cambio dei profitti.