Intel cerca la mano di Apple per il grande ritorno

Intel, reduce da anni di crisi e da quello che molti analisti definiscono un decennio praticamente perso, sta vivendo mesi di grande fermento. Dopo il maxi-investimento da 5 miliardi di dollari da parte di Nvidia e l’ingresso diretto del governo americano nel capitale con una quota del 10% dopo un acceso scontro tra Donald Trump e l’amministratore delegato Lip-Bu Tan, il colosso dei semiconduttori ha avviato contatti con Apple per valutare un possibile investimento. Secondo quanto riportato da Bloomberg, le due aziende avrebbero discusso di una collaborazione più stretta, anche se le trattative sono ancora a uno stadio embrionale e non vi è alcuna certezza che si trasformino in un accordo concreto.
Le reazioni dei mercati non si sono fatte attendere: il titolo Intel ha guadagnato il 6%, mentre Apple ha segnato un leggero calo dell’1%. Un eventuale accordo rappresenterebbe non solo una nuova linfa vitale per Intel, ma anche un’opportunità per Apple di rafforzare la propria immagine di azienda impegnata nei progetti di produzione americana, in linea con l’ambizioso piano da 600 miliardi di dollari denominato American Manufacturing Program. Per Intel, invece, il coinvolgimento della Mela potrebbe significare non solo capitale fresco, ma anche la possibilità di tornare a confezionare i chip per Cupertino, riaccendendo una partnership che in passato ha segnato l’era dei Mac con processori x86.
Un eventuale ritorno dei Mac basati su Intel appare oggi più che mai improbabile e poco sensato. Apple ha investito miliardi di dollari nello sviluppo della propria architettura ARM, costruendo un ecosistema di chip della serie M che ha rivoluzionato le prestazioni e l’efficienza dei suoi computer. Tornare indietro significherebbe non solo ammettere un fallimento della sua strategia, ma anche rinunciare a un vantaggio competitivo ormai consolidato. Dopo anni di frustrazione causati dai ritardi e dai cambi di rotta di Intel, che costrinsero Apple a rimandare aggiornamenti cruciali della linea Mac, è difficile immaginare un ritorno a una dipendenza tecnologica che la Mela ha faticosamente superato. L’ipotesi che Apple possa nuovamente affidarsi a Intel sembra più un esercizio di nostalgia che una prospettiva concreta, e rischia di restare soltanto uno scenario teorico privo di reali possibilità di attuazione.
Se questa fosse davvero una reunion, avrebbe il sapore del clamoroso ritorno alle origini, ma restano molti dubbi sul reale interesse di Apple a rientrare nell’orbita Intel. Per ora, entrambe le società hanno preferito non commentare, lasciando aperta una partita che potrebbe riscrivere ancora una volta l’equilibrio del settore tecnologico.


3 commenti
Un’ipotesi assurda… e se Apple trovasse un accordo per acquisire Intel?
Quali potrebbero essere gli scenari?
Quello che interessava ad Apple di Intel l’ha già comprato, cioè la divisione che sviluppava modem per smartphone.
Intel deve lanciare all’inizio del prossimo anno il nodo 18A che per densità è paragonabile al TSMC N5 mi sembra.
Inoltre hanno detto che 14A , che sarebbe paragonabile agli attuali nodi N3x di TSMC, non sappiamo se partirà
Quindi Apple andrà con Intel se e solo se vi saranno temi di sicurezza…