Apple contro il Digital Markets Act: Bruxelles non arretra di un passo

Thomas Regnier, portavoce della Comunità Europea
Apple ha lanciato ieri la sua più dura offensiva contro il Digital Markets Act (DMA), la legge europea pensata per limitare il potere dei cosiddetti “gatekeeper” digitali e garantire maggiore concorrenza. Dopo anni di trattative e una multa da 500 milioni di € ancora in sospeso, Cupertino non si limita più a contestare singole misure, ma arriva a chiedere apertamente l’abrogazione della normativa. Bruxelles, però, non arretra e risponde con fermezza.
Il DMA ha già costretto Apple ad aprire iOS e iPadOS ad app store alternativi, a consentire browser con motori diversi da Safari, a offrire agli utenti la possibilità di scegliere il browser predefinito e ad ampliare l’accesso all’NFC. Nei prossimi mesi entreranno in vigore altre regole, tra cui l’obbligo di garantire ai produttori di hardware terzi lo stesso livello di integrazione riservato ad Apple Watch e AirPods. Su questo punto Apple sostiene che sia tecnicamente impossibile o dannoso per la privacy degli utenti.
Come esempio, Apple ha citato la nuova funzione di traduzione in tempo reale con AirPods basata sull’intelligenza artificiale proprietaria. Secondo la società, estendere tecnologie di questo livello a dispositivi non Apple comprometterebbe la sicurezza dei dati, visto che il sistema è stato progettato per elaborare le conversazioni interamente sul dispositivo, senza accesso esterno. Cupertino ha inoltre sottolineato che i ritardi nel rilascio di alcuni aggiornamenti software in Europa sono la diretta conseguenza del DMA, che finirebbe per ridurre anziché aumentare le opzioni a disposizione degli utenti.
La Commissione Europea non si è lasciata intimidire. Thomas Regnier, portavoce di Bruxelles, ha accusato Apple di aver contestato “ogni singolo dettaglio del DMA” fin dall’inizio, minando la sua credibilità quando afferma di voler collaborare. Regnier ha ricordato che, dopo due mesi di colloqui, Apple è tornata chiedendo di cancellare tutto, segno evidente che l’obiettivo di Tim Cook & C. è solo difendere i propri profitti. In un’intervista a France24, lo stesso portavoce ha ribadito che l’Unione Europea “non ha assolutamente alcuna intenzione” di fare marcia indietro.
Lo scontro tra Apple e Bruxelles segna una nuova fase nella disputa normativa. Da un lato c’è una delle aziende più potenti del pianeta, che teme di vedere compromesso il suo ecosistema chiuso e integrato, dall’altro una Commissione che rivendica il diritto di stabilire regole eque per tutte le aziende. Il braccio di ferro sul Digital Markets Act è appena entrato nel vivo e rischia di trasformarsi in un lungo conflitto politico, economico e tecnologico.


10 commenti
Chi pensa di essere tutelato da un sistema Android o peggio Windows è un folle! Tralasciando chi sa muoversi e difendersi da solo.Far diventare Apple come gli altri è inaudito. Apple non può e non deve chinarsi! Diventare un ricettacolo di immondizia per compiacere ottusi burocrati è inaccettabile!
Assolutamente d’accordo
Pienamente d’accordo!
Concordo al 💯%
Si ma noi come facciamo a mandarli a quel paese sti burocrati che pensano solo alle loro aziende non certo a noi consumatori? È sottointeso che se compro un iphone è per quello che mi offre la apple. Altrimenti compravo un android👍🏻
Ma non esiste un’associazione dei consumatori o qualcosa di simile, a livello europeo, che possa bloccare o almeno ridimensionare queste regole che stanno soltanto penalizzando noi consumatori?
Esiste l’associazione dei consumatori, ma non è potente come quella americana, quasi non serve a nulla.
Se al mondo ci fossero solo onesti non ci sarebbe bisogno della polizia. E qui purtroppo la polizia non si fida dell’onesta dell’azienda e teme, che prima o poi si comporti disonestamente. il guaio che ne facciamo noi le spese per i mancati aggiornamenti e alla fine c’è la prendiamo con la polizia UE.
Totalmente d’accordo con Apple, anche se tutte queste polemiche e ripicche da ambo le parti penalizzeranno solo gli utenti, onestamente per me il problema lo possono risolvere direttamente gli utenti perché se ho un ecosistema Apple non vado ad acquistare un prodotto derivato dalla piattaforma Android etc ma è anche vero che certi prodotti (AirPod e Watch) messi a confronto con altri di marche diverse (tipo Garmin Bose etc) hanno performance (batteria che dura non 24h ma 5-7 giorni etc) e sono più abbordabili per prezzo.
Saluti🤗
Questo vuol dire che hai comprato un prodotto non Apple, quindi non c’entra con la diatriba in corso. Non puoi pretendere che le cuffie della bose debbano usufruire della traduzione in tempo reale sviluppata da Apple.Saluti😎