Il Pixel 10 Pro Fold di Google esplode durante un test di resistenza: fumo e panico nello studio
Con il lancio di ogni nuovo smartphone di fascia alta arrivano puntualmente i test di resistenza, ma questa volta le cose sono andate decisamente oltre. Zack Nelson, meglio conosciuto come JerryRigEverything, ha messo alla prova il nuovo Pixel 10 Pro Fold di Google con le sue consuete prove di graffiatura e piegatura. Durante il test, però, il dispositivo si è rotto al primo tentativo e il secondo ha provocato la rottura della batteria, generando un denso fumo che ha invaso lo studio. Nelson ha spiegato che in dieci anni di test non aveva mai assistito a un’esplosione di uno smartphone e che il Pixel 10 Pro Fold è il primo a “prendere fuoco” davanti alle sue telecamere.
Lo youtuber ha sottolineato che il telefono è stato piegato in modo innaturale, con una forza che difficilmente si verificherebbe nell’uso quotidiano. Tuttavia, il danno è stato sufficiente a causare un corto circuito nella batteria, che ha innescato una reazione termica e un principio d’incendio. Alla fine del video, il dispositivo appare completamente carbonizzato, tanto che Nelson consiglia di non tenere mai un Pixel 10 Pro Fold aperto in tasca.
Secondo Nelson, il problema potrebbe derivare da un difetto strutturale ricorrente nei pieghevoli di Google, legato alla linea d’antenna, punto debole che da tre anni rappresenta una zona critica nei test di flessione. In questo caso, la compressione degli strati interni della batteria avrebbe provocato il corto.
L’esperto di riparazioni iFixit, interpellato da The Verge, ha chiarito che la spettacolare esplosione non rappresenta necessariamente un difetto di progettazione: la batteria non era stata scaricata prima della prova e la rottura degli strati isolanti può facilmente causare un corto circuito. Google, al momento, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’incidente.
Nel frattempo, The Verge ricorda che Big G ha già dovuto affrontare altri problemi legati alle batterie nel corso dell’anno, con aggiornamenti correttivi per il Pixel 6A, afflitto da rischio di surriscaldamento, e per il Pixel 4A, che presentava instabilità nelle prestazioni energetiche.

