Jon Prosser rompe il silenzio sulla causa intentata da Apple per il presunto furto di segreti industriali

La battaglia legale tra Apple e il noto Jon Prosser si arricchisce di un nuovo capitolo. Nonostante nei documenti depositati in Tribunale Apple sostenga che Prosser “non abbia ancora risposto” alla causa avviata a luglio per presunto furto di segreti industriali, lo youtuber ha dichiarato a The Verge di essere da tempo in contatto con i legali della società. “Contrariamente a quanto riportato e a quanto dicono i documenti giudiziari, sono in comunicazione attiva con Apple sin dalle prime fasi di questo caso”, ha spiegato Prosser, precisando che l’idea che stia ignorando la vicenda è “semplicemente errata”.
La settimana scorsa il Tribunale aveva riscontrato la “mancata risposta” da parte di Prosser, consentendo alla causa di procedere. Secondo li documenti legali, Apple avrebbe consegnato personalmente l’atto di citazione a luglio, fissando al 19 agosto la scadenza per la replica. Poiché Prosser non avrebbe risposto entro quella data, e “nonostante i molteplici tentativi di Apple di ottenere un riscontro”, Cuopertino avrebbe richiesto l’avvio del procedimento per la condanna in contumacia.
Nel testo dell’azione legale, Apple accusa Prosser e un altro imputato, Michael Ramacciotti, di aver orchestrato un piano coordinato per “rubare segreti industriali di Apple e trarne profitto”. Secondo la ricostruzione dei legali di Apple, Ramacciotti avrebbe avuto accesso a un iPhone di sviluppo appartenente a un amico impiegato in Apple e avrebbe mostrato in video a Prosser funzioni e applicazioni di una versione interna di iOS, all’epoca identificata come iOS 19 ma poi rinominata ufficialmente iOS 26. Poco prima dell’annuncio del software, Prosser avrebbe pubblicato video che mostravano novità dell’app Fotocamera e alcuni elementi del nuovo linguaggio di design Liquid Glass.
Apple, interpellata dai media, non ha voluto commentare ulteriormente la vicenda.

