Dopo l’app di Stato saltata, l’India pensa all’A-GPS sempre attivo su iPhone: nuova sfida globale sulla privacy

A pochi giorni dall’abbandono di una delle misure tecnologiche più controverse degli ultimi anni, l’India sembra pronta a imboccare una strada potenzialmente ancora più delicata sul fronte della privacy. Dopo aver rinunciato all’obbligo di preinstallare su tutti gli smartphone un’app statale di “sicurezza” non disinstallabile, il governo guidato da Narendra Modi starebbe valutando l’introduzione di un mandato che imponga ai produttori di telefoni l’attivazione permanente dell’A-GPS.
Secondo quanto riportato da Reuters, la proposta prevederebbe che gli smartphone utilizzino in modo continuativo la tecnologia A-GPS, un sistema che combina segnali satellitari e dati della rete cellulare e che consente di localizzare un utente con una precisione che può arrivare a circa un metro. L’idea era già emersa all’inizio dell’anno su iniziativa della Cellular Operators Association of India, che rappresenta le principali compagnie telefoniche del Paese, e nasce dalle preoccupazioni dell’esecutivo sul fatto che le agenzie governative non ricevano informazioni di localizzazione sufficientemente precise quando inoltrano richieste legali alle aziende di telecomunicazioni. Attualmente, infatti, molte indagini si basano sui dati delle celle telefoniche, considerati meno accurati.
Apple e Google, già interpellate in passato sulla questione, avevano espresso una netta opposizione definendo la misura uno sforamento normativo e sottolineando come l’attivazione permanente dell’A-GPS comporterebbe seri rischi legali, problemi di tutela della privacy e potenziali implicazioni per la sicurezza nazionale. Oggi la tecnologia viene attivata solo in circostanze specifiche, come durante le chiamate di emergenza, mentre il nuovo mandato ne imporrebbe l’uso continuo e generalizzato.
Le fonti di Reuters riferiscono che un incontro tra rappresentanti del Governo e i vertici dell’industria degli smartphone era previsto proprio in queste ore, ma è stato rinviato. Sul tavolo, oltre all’obbligo dell’A-GPS, ci sarebbe anche un altro tema particolarmente sensibile: gli avvisi di sorveglianza. La stessa associazione degli operatori telefonici considera problematico il fatto che i sistemi operativi mostrino agli utenti messaggi pop-up che segnalano quando il gestore o le autorità tentano di accedere ai dati di localizzazione. Secondo il COAI, questi avvisi permettono ai soggetti sotto indagine di capire facilmente di essere tracciati, compromettendo il lavoro delle agenzie di sicurezza, motivo per cui viene chiesto al governo di ordinare la disattivazione di tali notifiche.
Se portata avanti, la proposta sull’A-GPS segnerebbe un nuovo capitolo nello scontro tra New Delhi, i colossi tecnologici e i difensori dei diritti digitali, trasformando l’India in uno dei principali campi di battaglia globali su sorveglianza, trasparenza e controllo dei dati personali nell’era degli smartphone.

