Il nuovo Siri con intelligenza artificiale prende forma: Gemini anticipa l’assistente personale di Apple

Il lancio del nuovo Siri potenziato dall’intelligenza artificiale appare sempre più vicino grazie alla collaborazione tra Apple e Google, che ha confermato come molte delle future funzioni dell’assistente vocale di Cupertino saranno alimentate dai modelli Gemini. Dopo gli annunci ufficiali al WWDC 2024 e le anticipazioni emerse da una pubblicità di iPhone 16 poi rimossa, l’arrivo di Gemini Personal Intelligence rappresenta di fatto una dimostrazione pratica di ciò che Siri potrà diventare nella sua prossima evoluzione.
La caratteristica chiave di questa nuova generazione di assistenti è la capacità di attingere a informazioni personali provenienti dalle app utilizzate quotidianamente. Nel caso di Google, Gemini è in grado di combinare dati provenienti da Gmail, Calendar, Drive, Google Foto, YouTube e dall’intera cronologia dei servizi di ricerca per generare risposte altamente contestualizzate. Applicando lo stesso modello all’ecosistema Apple, il nuovo Siri potrà accedere in modo intelligente a Mail, Calendario, Foto, Note e agli altri dati archiviati su iCloud, offrendo risposte che tengono conto delle abitudini, dei ricordi e delle esigenze dell’utente.
Un esempio emblematico mostrato da Google riguarda una semplice richiesta pratica, come individuare la misura degli pneumatici di un’auto. L’assistente non si è limitato a recuperare un dato tecnico standard, ma ha proposto soluzioni diverse in base allo stile di guida e ai viaggi abituali, ricavati dalle foto personali, integrando valutazioni e prezzi aggiornati. In un altro passaggio, Gemini è stato in grado di recuperare il numero di targa da una foto salvata e di identificare l’allestimento specifico del veicolo analizzando vecchie email. Trasposto su Siri, questo approccio renderebbe l’assistente Apple un supporto realmente proattivo nella vita quotidiana, capace di collegare informazioni distribuite tra app diverse.
Uno dei nodi più delicati resta quello delle cosiddette allucinazioni dell’intelligenza artificiale, ovvero risposte errate o basate su deduzioni sbagliate. Il sistema presentato da Google affronta il problema rendendo trasparenti le assunzioni fatte dall’assistente e permettendo all’utente di verificarle o correggerle in tempo reale. Le risposte possono essere accompagnate da spiegazioni sulle fonti utilizzate e, se qualcosa non convince, è possibile intervenire immediatamente o richiedere una risposta priva di personalizzazione. Un’impostazione che Apple potrebbe rafforzare ulteriormente, coerentemente con la sua attenzione all’affidabilità.
Privacy
Sul fronte della privacy, l’impostazione è chiara: l’accesso ai dati personali avviene solo su base volontaria e con il pieno controllo dell’utente, che decide quali app collegare e può disattivare tutto in qualsiasi momento. Nel caso di Apple, questo significherebbe elaborazione dei dati direttamente sul dispositivo o sui server di Private Cloud Compute, senza uscire dall’ecosistema iCloud.
Nel complesso, Gemini Personal Intelligence offre uno sguardo concreto sul futuro di Siri: un assistente realmente personale, capace di comprendere il contesto, utilizzare le informazioni dell’utente in modo intelligente e trasparente e farlo mantenendo elevati standard di sicurezza e riservatezza. Una trasformazione che potrebbe segnare uno dei cambiamenti più profondi nella storia di Siri.

