Accadde oggi: Steve Jobs decide di interrompere la produzione dei computer NeXT

9 febbraio 1993 NeXT Computers, la società fondata da Steve Jobs dopo essere stato cacciato da Apple, smette di fare computer. L’azienda cambia anche nome in NeXT Software e concentra i suoi sforzi interamente sulla produzione di codice per altre piattaforme.
In quello che verrà ricordato come il “martedì nero”, Jobs decide anche un taglio della forza lavoro drammatico: 330 dei 500 dipendenti di NeXT vengono licenziati, e molti apprendono la notizia dalla radio.
Contemporaneamente Jobs fa pubblicare sul Wall Street Journal una pubblicità con lo slogan “Oggi stiamo liberano ciò che era bloccato in una scatola nera”, un riferimento al computer NeXT Cube del 1988 a forma di cubo nero e al suo sistema operativo.

Tuttavia la pubblicità non aiutò più di tanto a nascondere la realtà che per quanto buoni fossero i due computer dell’azienda NeXT Computer (1988) e NeXTstation (1990), le vendite non decollarono mai. L’azienda era andata avanti fino ad allora solo perché Jobs aveva impegnato la sua fortuna personale in NeXT, che però non era mai stata in grado di generare alcun profitto. Nel 1992, NeXT aveva perso ben 40 milioni di dollari.
Apple ha iniziato il proprio declino nei primi anni ’90, ma le sue vendite hanno spazzato via NeXT, che era riuscita a vendere appena 50.000 computer in sette anni, che equivalevano approssimativamente alle vendite dei Mac in una sola settimana all’inizio del 1993.
Con i dirigenti fondatori di NeXT che lasciavano l’azienda, Jobs raggiunse il punto più basso della sua carriera. E le cose non andavano meglio con l’altra sua azienda, la Pixar, che all’epoca aveva una divisione hardware a dir poco fallimentare. Nel giro di un paio d’anni, tuttavia, Steve Jobs lanciò una IPO per la Pixar sulle ali del successo di Toy Story, cosa che lo fece entrare nel club dei miliardari.

La scelta di concentrarsi sul software si è rivelata una mossa brillante per NeXT. Il sistema operativo NeXTSTEP basato su oggetti, multitasking, e UNIX era decisamente molto più avanti rispetto a ciò che la maggior parte delle aziende offriva all’epoca. La versione “OpenStep” riconfigurata del sistema operativo alla fine fu acquisita da Apple insieme a NeXT, cosa che permise a Jobs di tornare a Cupertino e diventare CEO di Apple. Poi, OpenStep è diventato la base per il nuovo sistema operativo Mac OS X Server 1.0 di Apple nel 1999. E si è trasformato in Mac OS X nel 2001.



4 commenti
Nonostante alla fine le macchine NeXT non ebbero il successo sperato, rappresentano una pietra miliare dell’informatica moderna e di internet. Era il Marzo del 1989 quando al CERN di Ginevra Tim Berners-Lee avviava la prima macchina server per il web e il primo browser World Wide Web per la navigazione. Il computer era proprio un NeXT Cube. Tuttora questa macchina è conservata al museo del CERN.
Ne ho parlato in quest’altro articolo 😉🕸
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e per chi volesse provare il brivido dell’interfaccia di openstep, c’è windowmaker, un window manager per Linux. All’epoca, pur non conoscendone la derivazione, windowmaker era una dei window manager che preferivo con Linux 🙂