Apple prepara la nuova Siri ma il debutto slitta

Apple è costretta a rimodulare il lancio della nuova generazione di Siri dopo che recenti test interni hanno evidenziato problemi tecnici, prestazioni incostanti e difficoltà nella gestione delle richieste più complesse, a rivelarlo è Mark Gurman. Cupertino aveva inizialmente pianificato di introdurre le nuove funzionalità con iOS 26.4, aggiornamento previsto per marzo, ma ora ha deciso di scaglionare il rilascio delle nuove funzionalità su diverse versioni future del sistema operativo, con alcune novità rinviate almeno a iOS 26.5 a maggio e altre direttamente a iOS 27 in autunno.

Il ritardo rappresenta l’ultimo capitolo di un progetto lungo e complesso annunciato per la prima volta nel giugno 2024, quando Apple mostrò una Siri profondamente rinnovata, capace di comprendere dati personali e contenuti sullo schermo per rispondere in modo più intelligente e contestuale. L’obiettivo iniziale era completare la trasformazione entro l’inizio del 2025, ma già nella primavera dello scorso anno Cupertino aveva spostato l’orizzonte al 2026, fissando internamente marzo come nuova scadenza, ora nuovamente in discussione.
Durante i test più recenti sono emersi problemi di affidabilità e lentezza: l’assistente non sempre interpreta correttamente le richieste, può impiegare troppo tempo per elaborarle e talvolta interrompe l’utente se parla velocemente. Le difficoltà riguardano soprattutto le funzioni più avanzate, come l’accesso approfondito ai dati personali, che permetterebbe ad esempio di cercare un vecchio messaggio con un podcast condiviso da un amico e avviarlo immediatamente. Apple starebbe valutando di lanciare inizialmente queste funzionalità come anteprima, segnalando agli utenti che potrebbero non essere ancora completamente stabili.

In ritardo anche il sistema di controllo vocale avanzato delle app, noto come app intents, che consentirebbe di eseguire azioni complesse con un solo comando, come trovare un’immagine, modificarla e inviarla a un contatto. Le versioni interne di iOS 26.5 includono un supporto preliminare, ma il funzionamento non è ancora affidabile. I tester segnalano inoltre errori di precisione e casi in cui Siri ricorre all’integrazione con ChatGPT invece di utilizzare la tecnologia proprietaria Apple, anche quando dovrebbe essere in grado di gestire la richiesta autonomamente.
La nuova Siri è costruita su un’architettura completamente rinnovata chiamata Linwood e utilizza i modelli linguistici Apple Foundations Models, arricchiti da tecnologie del team Google Gemini. Nelle build di prova compaiono anche due funzioni non ancora annunciate ufficialmente: uno strumento di ricerca web con risposte sintetizzate e generazione di immagini personalizzate basata sul motore di Image Playground, entrambe ancora in fase instabile.
Parallelamente Apple prepara un salto ancora più ambizioso per iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 con una Siri completamente riprogettata in stile chatbot, progetto interno denominato “Campo”. Questa versione sarà profondamente integrata nei sistemi operativi, capace di gestire dati personali, controllare funzioni di sistema e interagire con app come Mail, Calendario e Safari, sfruttando server Google e una versione avanzata personalizzata di Gemini.
Il CEO Tim Cook ha anticipato ulteriori evoluzioni legate a nuovi chip per data center destinati all’AI, parte del progetto “Baltra”, sottolineando come Apple Silicon stia aprendo la strada a una nuova categoria di prodotti e servizi. Craig Federighi ha ribadito che l’AI personalizzata dell’azienda deve mantenere la privacy degli utenti, privilegiando elaborazione sul dispositivo o su server protetti e utilizzando dati sintetici o concessi in licenza invece di informazioni personali reali. Apple ritiene che questo approccio diventerà uno standard per l’intero settore mentre prosegue la trasformazione più profonda mai affrontata da Siri.

