Apple porta l’assemblaggio del Mac mini in Texas: produzione Foxconn a Houston e maxi investimento da 600 miliardi negli USA

Apple rafforza la propria presenza industriale negli Stati Uniti annunciando che entro la fine dell’anno alcuni modelli di Mac mini saranno assemblati a Houston, in Texas, da Foxconn. La decisione rappresenta un ulteriore tassello della strategia di rilocalizzazione parziale della produzione e si inserisce nel più ampio piano di investimenti da 600 miliardi di dollari che la società di Cupertino ha promesso di destinare al mercato americano entro agosto 2029.
In un’intervista concessa al The Wall Street Journal, il chief operating officer di Apple, Sabih Khan, ha spiegato che l’assemblaggio statunitense di una parte delle unità di Mac mini sarà destinato principalmente al mercato interno. La produzione destinata agli altri Paesi continuerà invece a essere gestita negli stabilimenti asiatici, mantenendo così l’attuale struttura globale della catena di fornitura.
Il Mac mini, pur rappresentando una nicchia all’interno del portafoglio Mac, riveste un ruolo strategico per Apple grazie al suo posizionamento competitivo. Secondo le stime della società di ricerca Consumer Intelligence Research Partners, il desktop compatto avrebbe inciso per circa il 5% sulle vendite globali di Mac nell’ultimo anno. Nel 2024 il prodotto ha ricevuto il primo restyling significativo dal 2010, insieme all’introduzione dei chip M4 e M4 Pro, segnando un’evoluzione importante sia dal punto di vista del design sia delle prestazioni. Negli Stati Uniti il prezzo di partenza è fissato a 599 dollari, con la particolarità che monitor, tastiera e dispositivi di puntamento devono essere acquistati separatamente.
La mossa arriva in un contesto politico ed economico che vede una crescente attenzione alla produzione domestica. Apple aveva già avviato nel 2019 l’assemblaggio del Mac Pro in Texas, durante il primo mandato del presidente Donald Trump. L’annuncio relativo al Mac mini si colloca ora nel corso del suo secondo mandato, in una fase in cui il tema del rientro della produzione in patria è tornato centrale nel dibattito industriale americano.
Parallelamente, Cupertino sta accelerando anche sul fronte dei semiconduttori prodotti negli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato dal responsabile globale degli approvvigionamenti, David Tom, Apple prevede di acquistare oltre 100 milioni di chip quest’anno dalla fabbrica in Arizona di TSMC. L’iniziativa consolida il legame con il principale partner nella produzione di processori e contribuisce a rafforzare una filiera tecnologica sempre più radicata sul territorio statunitense.
Con l’assemblaggio del Mac mini a Houston e l’espansione degli acquisti di chip in Arizona, Apple ridisegna progressivamente l’equilibrio tra produzione asiatica e americana, mantenendo una struttura globale ma incrementando in modo tangibile la propria impronta industriale negli Stati Uniti.

