MacBook Neo alla prova videogame: da Cyberpunk 2077 a Elden Ring
Quando Apple ha annunciato il MacBook Neo con chip A18 Pro — CPU a 6 core, GPU a 5 core e 8 GB di memoria unificata — la domanda è sorta spontanea praticamente ovunque: basterà? La risposta, come spesso accade nel mondo dell’informatica, dipende fortemente da cosa si intende farci. Con le prime recensioni pubblicate nelle ultime ore, è emerso con chiarezza che il portatile “economico” di Cupertino sa il fatto suo quando si tratta di produttività e strumenti di lavoro generici, performando ben oltre le aspettative iniziali di molti osservatori.
Giocare con i videogame, però, è un’altra storia. Nonostante i ripetuti tentativi di Apple di posizionare il Mac come piattaforma di gioco credibile, la comunità dei gamer non ha mai abbracciato l’ecosistema con lo stesso entusiasmo riposto in Windows o console. È partendo da questa consapevolezza che il creator Andrew Tsai ha deciso di mettere alla prova un MacBook Neo da 512 GB con una selezione di dieci titoli rappresentativi, aggiungendo anche un test di emulazione Switch per misurare i limiti reali della macchina.

La lista dei giochi scelti copre scenari molto diversi tra loro: Cyberpunk 2077, Minecraft, World of Warcraft, Control, Resident Evil Requiem, Resident Evil 2 Remake, Counter-Strike 2, Elden Ring, Dark Souls Remastered e Mewgenics. Una rosa volutamente eterogenea, capace di spaziare dai giochi nativi macOS ai titoli che girano attraverso layer di traduzione da Windows, passando per titoli più leggeri e altri notoriamente esigenti in termini di risorse.
Il risultato generale è stato migliore di quanto la maggior parte degli scettici avrebbe scommesso. I giochi nativi per macOS si sono comportati in modo decisamente meglio rispetto a quelli eseguiti tramite traduzione, e in tutti i casi le prestazioni si sono rivelate fortemente dipendenti dall’utilizzo della memoria. L’8 GB di RAM unificata si è confermato il collo di bottiglia principale dell’intero sistema, un limite che diventa particolarmente evidente con i titoli più moderni e visivamente complessi.

Cyberpunk 2077, ad esempio, è risultato giocabile soltanto con tutte le impostazioni grafiche al minimo e a una risoluzione di 720p — un compromesso notevole per un titolo che su PC di fascia alta sfoggia una delle vette tecniche dell’industria. Al polo opposto, Minecraft ha fatto registrare un range compreso tra i 50 e i 300 fps a 1080p a seconda delle impostazioni scelte, dimostrando quanto la leggerezza di un motore grafico possa fare la differenza su hardware con risorse limitate.

Quanto ai titoli in traduzione, il divario tra un gioco e l’altro è stato marcatissimo. Counter-Strike 2 si è rivelato “completamente ingiocabile”, mentre Mewgenics ha girato “quasi perfettamente” — una differenza spiegabile dal fatto che si tratta di un gioco 2D basilare che sfrutta OpenGL, dunque tutt’altra categoria in termini di peso computazionale.
Al di là dei singoli risultati, il video di Tsai offre una prospettiva più ampia e interessante: cosa può significare il MacBook Neo per il gaming su Mac, sia nell’immediato che nel medio-lungo periodo. Per chi è appassionato di videogiochi e vuole capire i confini reali di questo portatile, vale la pena guardarlo per intero — anche quando alcune conclusioni potrebbero sembrare intuitive a priori.


9 commenti
Ottimo articolo! Avevo già visto il video di Tsai e devo dire che i risultati mi hanno sorpreso più di quanto pensassi. Cyberpunk a 720p con tutto al minimo non è certo il massimo, ma il fatto che giri comunque su una macchina da 699€ è già qualcosa. Per Elden Ring e Dark Souls sono curioso di sapere i fps esatti, qualcuno ha info?
Uso il Mac da anni per lavoro e non ho mai preso sul serio il gaming su macOS, ma ammetto che articoli come questo mi fanno ricredere almeno in parte. Il vero problema rimane sempre quello: 8 GB nel 2026 sono pochi, punto.
Il punto su Counter-Strike 2 completamente ingiocabile la dice lunga sullo stato dei layer di traduzione. Finché i grandi publisher non investono seriamente nei port nativi per macOS, sarà sempre un’esperienza a due velocità. Il problema non è l’hardware, è l’ecosistema. Apple può fare chip potentissimi, ma senza i giochi giusti il discorso gaming resta zoppo.
Minecraft a 300 fps su un MacBook Neo mi ha fatto ridere di gusto — nel senso positivo del termine! È la conferma che l’ottimizzazione conta più della potenza bruta. Detto questo, resto convinto che il MacBook Neo non sia pensato per i gamer seri, e va benissimo così. È una macchina straordinaria per quello che è: leggera, efficiente, accessibile. Il gaming è un bonus, non la vocazione.
Dark Souls Remastered e Elden Ring su MacBook Neo con 8GB di RAM… roba da non credere. Certo, non sarà la stessa esperienza di un PC gaming dedicato, ma per chi vuole una macchina tuttofare e ogni tanto si vuole concedere qualche ora di gioco, sembra una soluzione più che dignitosa. Aspetto la prova con i giochi emulati Switch, quella mi interessa tantissimo.
Interessante, ma credo che la “guerra dei videogame” sia oramai persa per Apple. Non dipende dall’hardware, ma dai titoli AAA che vengono rilasciati con estremo ritardo – e a volte mai, per la piattaforma Macintosh.
Ciao Stefano, novità in tema invece di Parallels su Neo? Grazie.
Per i videogame? Non è l’ideale.
Leggendo anche questo test mi rendo conto di come Apple abbia fatto un bel lavoro. L’utilizzo descritto è fuori dalla media, quindi chi fa questo guarda a macchine decisamente più perfomanti a prescindere, va bene come prova per testarne i limiti assoluti.
Trovo interessante la recensione di Stefano, perché fatta sul campo in una condizione normale, o almeno quella più diffusa tra le persone.
Se si ha bisogno di maggior perfomance, di sicuro il Neo non viene preso in considerazione, ma anche la fascia di prezzo lo indica…immediatamente.
Di fatto, per fare della navigazione, mail, streaming e poco altro, anche il mio macbook air del 2017 può andare bene, chiaramente se dovessi fare di più sarei davvero col fiato corto, ecco perché trovo il Neo geniale.
L’unico vero dubbio rimane la ram che oggi può andare ma, col passare del tempo, potrebbe essere sufficiente?
Detto questo credo nell’ingegneria di Aplle nel mantenere ottimizzato il sistema operativo nel tempo anche per il Neo, in modo che abbia una bella durata.
Luca