MacBook Neo sorprende iFixit: Apple torna a puntare sulla riparabilità (ma con qualche limite)
Il nuovo MacBook Neo
ha superato con risultati incoraggianti il tradizionale teardown del sito specializzato iFixit, che ha definito il portatile Apple uno dei più semplici da riparare degli ultimi anni, arrivando ad affermare che non si vedeva un MacBook così interessante dal punto di vista della riparabilità dal 2012. Il test ha riguardato la versione da 699 dollari (699 €) dotata di tastiera con Touch ID, ma secondo iFixit entrambi i modelli risultano sorprendentemente semplici da aprire.
Il fondo del dispositivo resta fissato con le tipiche viti pentalobe, meno diffuse rispetto alle viti standard e quindi bisognose di un cacciavite dedicato, ma una volta rimosse il pannello può essere sganciato manualmente senza difficoltà. All’interno, il layout dei componenti viene descritto come particolarmente razionale, con una disposizione che facilita l’accesso agli elementi principali.

Batteria, altoparlanti, porte e trackpad risultano infatti immediatamente accessibili e non nascosti sotto altri moduli, una scelta in controtendenza rispetto a molti portatili Apple del passato. In particolare, la batteria non è incollata ma fissata con 18 viti, soluzione che semplifica notevolmente la sostituzione e che rappresenta, secondo iFixit, uno dei maggiori passi avanti in termini di riparabilità. Questa scelta potrebbe essere legata anche alle future normative europee che entro il 2027 imporranno batterie sostituibili dall’utente in molti dispositivi portatili, un cambiamento che potrebbe influenzare anche le prossime generazioni di MacBook Air e MacBook Pro.
Per raggiungere la scheda logica è comunque necessario scollegare diversi cavi, ma l’accesso viene comunque definito semplice e privo di complicazioni artificiali. Come prevedibile, RAM e archiviazione sono saldate direttamente al chip A18 Pro, una scelta che penalizza aggiornabilità e riparazioni perché impedisce qualsiasi upgrade dopo l’acquisto.
Tra gli aspetti positivi emerge invece la modularità delle porte USB-C, non integrate nella logic board ma montate su moduli separati, consentendo così la sostituzione delle sole porte in caso di danno senza dover intervenire sulla scheda madre. Lo stesso approccio è stato adottato per il jack delle cuffie. Anche la rimozione del gruppo antenne è stata progettata in modo semplice, dettaglio che facilita in modo significativo la sostituzione del display, che una volta rimosse antenne e cerniere può essere separato con facilità, ricordando l’approccio modulare adottato da Framework.
Dal punto di vista progettuale, Apple ha inoltre scelto altoparlanti laterali più semplici da integrare e un trackpad meccanico, una soluzione che non si vedeva su un MacBook dal 2015 e che probabilmente consente una riduzione dei costi produttivi. La tastiera è risultata l’ultimo componente rimosso durante lo smontaggio ed è fissata con 41 viti, ma può essere sostituita separatamente dal case superiore, permettendo riparazioni meno costose rispetto al passato.
Nel giudizio finale, iFixit riconosce che il MacBook Neo non è perfetto proprio a causa della memoria e dello storage saldati, ma sottolinea come il dispositivo presenti numerosi aspetti positivi, tra cui la batteria più accessibile vista su un Mac da oltre un decennio, uno schermo facile da sostituire e diversi componenti modulari. Il portatile ha ottenuto un punteggio di riparabilità di 6 su 10, superiore al 4 su 10 del MacBook Pro M5 da 14 pollici e al 5 su 10 del MacBook Air M4, confermando un miglioramento concreto nell’approccio di Apple alla manutenzione dei propri laptop.

