Recensione: MacBook Air M5 è più veloce, più longevo e ora il perfetto equilibrio tra MacBook Neo e Pro

Il nuovo MacBook Air rappresenta un aggiornamento evolutivo più che rivoluzionario rispetto alla generazione precedente, ma proprio questi miglioramenti mirati lo confermano come uno dei portatili più equilibrati del mercato. Apple ha introdotto il nuovo chip M5, il supporto al Wi-Fi 7 e una archiviazione nella configurazione base più veloce e capiente, lasciando immutato il prezzo rispetto al modello con M4.
Il cambiamento più significativo, tuttavia, non riguarda tanto l’Air quanto il contesto in cui si inserisce. L’arrivo del più economico MacBook Neo
ha ridefinito il ruolo del MacBook Air, che ora diventa il gradino intermedio tra il modello entry-level e i più potenti MacBook Pro M5. Non è più la scelta “predefinita” per chi vuole un MacBook, ma piuttosto il compromesso ideale tra prezzo, portabilità e prestazioni.
Dal punto di vista costruttivo e dell’esperienza d’uso, l’Air resta una macchina estremamente convincente. Il display mantiene un’elevata luminosità e una buona fedeltà cromatica, sufficiente anche per lavori sensibili al colore, mentre la tastiera si conferma solida e precisa. La webcam da 12 MP con Center Stage continua a essere tra le migliori integrate in un portatile, mentre l’autonomia supera senza difficoltà una giornata lavorativa, arrivando a circa 13-14 ore in utilizzo misto tra navigazione, messaggistica e streaming.
Anche il comparto audio resta uno dei punti di forza del modello da 15 pollici grazie al sistema a sei altoparlanti, capace di offrire un volume sorprendentemente elevato per un portatile così sottile.
Prestazioni: il chip M5 migliora una base già solida
Il nuovo processore Apple M5 con CPU a 10 core e GPU a 10 core migliora le prestazioni rispetto al già ottimo M4, soprattutto nelle operazioni grafiche e nei carichi multicore. Come prevedibile, resta leggermente dietro al MacBook Pro con lo stesso chip a causa dell’assenza della ventola e quindi di un margine termico inferiore, ma le differenze rimangono contenute.
Il vero salto in avanti si registra nelle velocità dell’SSD, che risultano più che raddoppiate rispetto alla generazione precedente. Questo si traduce in trasferimenti file molto più rapidi e in una maggiore reattività del sistema anche quando la memoria RAM viene saturata e macOS utilizza la memoria virtuale.
Durante test particolarmente intensi, come l’importazione simultanea di oltre mille immagini RAW da 50 MP in Adobe Lightroom Classic, l’esportazione di un video 4K in Adobe Premiere e il download di un gioco con numerose schede Chrome aperte, il MacBook Air ha mostrato rallentamenti ma non crash, dimostrando una buona stabilità anche sotto stress, pur confermando che per carichi professionali continuativi resta più indicata la gamma Pro.

Considerazioni finali
La presenza del MacBook Neo, venduto a circa 699 €, introduce una nuova dinamica nella lineup Apple. Questo modello si rivolge a chi acquista il primo Mac o proviene da vecchi Mac Intel non più aggiornati, offrendo prestazioni sufficienti per attività quotidiane a un prezzo molto più accessibile.
Il MacBook Air diventa così la scelta per chi vuole qualcosa in più in termini di potenza e longevità, specialmente per chi utilizza software creativi come quelli di Adobe. Per i professionisti della creazione di contenuti, invece, la scelta naturale resta il MacBook Pro.
Questa strategia conferma la classica struttura a “scala” dell’offerta Apple, dove ogni modello rappresenta un invito a salire al livello successivo attraverso schermi più grandi, più RAM, più storage o processori più potenti.
Il MacBook Air resta il tuttofare della gamma Apple
Con l’introduzione del Neo, il MacBook Air assume definitivamente il ruolo di computer tuttofare. È abbastanza potente per la maggior parte degli utenti, estremamente portatile e dotato di caratteristiche premium come le porte Thunderbolt 4, la ricarica MagSafe, l’ampio trackpad aptico e la tastiera retroilluminata.
Se in passato era la scelta quasi automatica per chi aveva un budget intorno ai 1000 dollari, oggi deve confrontarsi con una valida alternativa più economica. Nonostante questo, resta probabilmente il miglior compromesso per chi cerca un portatile destinato a durare molti anni, potenzialmente anche fino a sette o dieci anni di utilizzo.
In questo nuovo scenario, il MacBook Air non appare affatto come un prodotto senza identità, ma piuttosto come il punto di equilibrio ideale della gamma Apple: non il più economico, non il più potente, ma quello “giusto” per la maggior parte degli utenti.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro:
- Prestazioni CPU single-core molto elevate, con un chiaro miglioramento rispetto a M4 e generazioni precedenti, utile nelle operazioni quotidiane e nei software poco parallelizzati.
- Ottimi risultati anche nel multi-core che si avvicina ai modelli Max delle generazioni precedenti pur con consumi inferiori.
- Performance GPU Metal in forte crescita rispetto a M1-M3, con vantaggi evidenti nei software grafici e nelle app 3D.
- Tempi molto buoni nei benchmark reali come Photoshop, Premiere Pro e DaVinci Resolve, che mostrano miglioramenti concreti nei flussi di lavoro creativi.
- Riduzione significativa dei tempi di rendering Blender rispetto ai modelli più vecchi.
- Velocità SSD molto elevate (oltre 7 GB/s), utili per trasferimenti file pesanti e video editing.
- Miglioramento generale dell’efficienza per watt, con prestazioni alte anche senza ventola.
Contro:
- Resta sensibilmente inferiore al MacBook Pro M5 e ai chip Max nelle prestazioni GPU e nei carichi prolungati.
- I modelli M3 e M4 mantengono ancora buone prestazioni, quindi il salto generazionale potrebbe non giustificare l’upgrade per chi ha hardware recente.
- Nei carichi grafici estremi i vecchi chip Max (come M3 Max) restano competitivi o superiori grazie al numero maggiore di core GPU.
Prezzo: a partire da € 1.249, disponibile anche in 5 rate senza interessi su Amazon.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


5 commenti
Prenderei il Neo, costa la metà, ma mi frena la tastiera non retroilluminata e quindi alla fine credo che opterò per il MacBook Air m5
Anche con il precedente M4 l’Air da 15″ era già quasi un MacBook Pro, ma ora con l’M5 ha prestazioni che soddisfano molti Pro.
È vero, ma l’Air con sole porte USB-C è destinato solo a una nicchia di professionisti. Per non parlare del display nettamente inferiore.
Da qualche hanno ho scelto di usare il MacBook Air al posto del Pro. Attualmente sto utilizzando quello con ill processore M3 con 16GB di Ram e devo dire che mi trovo molto bene anche per i lavori di grafica usando il pacchetto Adobe (Illustrator, InDesign e Photoshop) senza nessun problema sui flussi di lavoro. Lo uso abbinato a un monitor Benq da 27″ PD2705U.
Grazie come sempre per l’ottima recensione. L’Air è il Mac più riuscito degli ultimi anni. Se le porte USB fossero da entrambi i lati sarebbe ideale ma è davvero pretendere troppo da una macchina praticamente perfetta.